L’apprendista stregone, Mario Quintana

O poema

O poema como um gole d’àgua bebido no escuro.
Como um pobre animal palpitando ferido.
Como pequenina moeda de prata para sempre
   [na foresta noturna.
Um poema sem outra angùstia que a sua misteriosa
   [condição de poema.
Triste.
Solitàrio.
Unico.
Ferido de mortal beleza.

Credo che leggerla nella sua lingua originale sia il modo migliore per apprezzare la poesia: la musica sta nelle parole, oltre che nel loro significato.

Capire poi cosa stiamo leggendo, leggerlo ed assimilarlo quando è tradotto nella propria lingua, è poi fondamentale. Ma la traduzione non è un processo così semplice: tradurre non significa soltanto fornire le parole corrispondenti in italiano a quello che è stato scritto in un’altra lingua. Tradurre significa, tra l’altro, produrre con le tue parole la stessa emozione che ha prodotto il poeta con le sue.

“[…] è un processo, un movimento che permette ai due testi, di partenza e di arrivo, di fiorire e rifiorire come opere fornite, entrambe, di dignità artistica. […]”, così ne parla Natale Fioretto, il suo traduttore, premiato come miglior traduttore al Premio Editoria Indipendente di qualità.

La poesia non è un campo in cui mi muovo bene, ancora. Il ricordo di quelle tristi poesie imparate a memoria come compito a casa – e non per puro piacere – è purtroppo ancora vivo. Poche persone, davvero poche persone, erano in grado di farti sentire l’emozione che stava dietro a quelle parole…
Maturando, però, ho imparato a cercare da sola quello che non sanno darmi gli altri. E allora mi avvicino alla poesia, piano piano, in punta di piedi. Perché ultimamente ho scoperto poesie che mi hanno saputo dare emozioni bellissime, che hanno toccato certe corde particolari, giù, in fondo in fondo al cuore:

La poesia
Una poesia come un sorso d’acqua bevuto al buio.
Come un povero animale che ansima ferito.
Come una monetina d’argento persa per sempre
[nella foresta di notte.
Una poesia senza altra pena che la sua misteriosa
[condizione di poesia.

Triste.
Solitaria.
Unica.
Ferita di mortale bellezza.

Mario Quintana è stato uno dei più grandi poeti brasiliani: gli sono stati assegnati diversi titoli e la sua carriera è piena di premi e riconoscimenti. Lui, invece, si descrive così:

“Sono nato ad Alegrete, il 30 luglio 1906. Credo sia la cosa più importante che mi sia capitata.”

Personalmente considero l’aver letto questo libro di poesie come una delle cose più importanti che mi sia capitata: l’apprendista stregone che vi è nascosto è riuscito a fare una bella magia, con me. Quella di farmi fare un viaggio, un bellissimo viaggio, alla scoperta di un’anima: quella di un poeta che considera ogni sua poesia come una confessione. Buona lettura a voi, con l’augurio di riuscire ad incontrare il vostro amore:

Vou andando feliz pelas ruas sem nome…
Que vento sobra do Mar Oceano!
Meu amor eu nem sei como se chama,
Nem sei se è muito longe o Mar Oceano…
Mas hà vasos cobertos de concinhas
Sobre as mesas… e moças nas janelas
Com brincos e pulseiras de coral…

L’apprendista stregone
Mario Quintana (traduzione di Natale Fioretto)
Graphe Edizioni, 2012, pag 96, € 10,00 (stampato su carta riciclata)
ISBN 978-88-97010-16-6

Dove acquistarlo: Amazon

Anche in formato e-book.

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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