I viaggi di Gulliver, Jonathan Swift

Avrei potuto soffocare l’incendio con la mia giacca; ma, disgraziatamente, nella fretta di uscire l’avevo lasciata a casa; sicché quel magnifico palazzo sarebbe stato senza fallo ridotto in cenere, se con una straordinaria presenza di spirito non avessi inventato un altro ripiego. La sera precedente avevo bevuto abbondantemente un vino bianco chiamato in paese Glimigrim, proveniente da una provincia di Blefuscu (dove vien chiamato Flunec) e che è molto diuretico; e per una straordinaria fortuna non mi ero ancora potuto scaricare la vescica. Sicché cominciai a orinare con sì grande abbondanza, dirigendo il getto così abilmente nei punti opportuni, che in tre minuti l’incendio fu spento, e il resto di quel mirabile edifizio, che era costato immensi tesori, fu salvato da una fatale rovina.

Il classico di oggi è stato a lungo erroneamente considerato come un libro per ragazzi.
In realtà, sotto l’apparenza di diario di viaggio di un emerito Dottore, che ci porta alla scoperta di mondi e personaggi fantastici, si cela una delle satire più feroci e intelligenti contro l’uomo (in particolare riferita a Inghilterra e Francia).
Perchè il libro di cui vi parliamo stavolta è proprio lui:
I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

La storia

I viaggi di Gulliver (Travels into Several Remote Nations of the World, in Four Parts. By Lemuel Gulliver, First a Surgeon, and then a Captain of Several Ships, noto semplicemente come Gulliver’s Travels, 1726, ed. riveduta nel 1735) è un romanzo che fantastico e assolutamente satirico, che racconta in modo allegorico dell’Inghilterra e della Francia settecentesca, ma anche delle varie sfaccettature dell’animo umano.
Swift lo scrive con lo pseudonimo di Dr. Lemuel Gulliver.
La sua è una parodia anche dello stile del resoconto di viaggio, in voga all’epoca, e che aveva fatto la fortuna, ad esempio di Daniel Defoe, che qualche anno prima aveva pubblicato il famosissimo Robinson Crusoe. Proprio per la sua chiave parodica, I Viaggi di Gulliver divenne ben presto popolare come libro destinato ai bambini.

In realtà il romanzo si rivela, ad un’attenta lettura come una critica feroce nei confronti della società del tempo e ciascun viaggio intrapreso da Gulliver servirà da pretesto per prendere in giro il sistema giudiziario piuttosto che il potere (e i governanti) o le politiche volte a far guerra.

Il libro è diviso in quattro parti, che raccontano ciascuna un viaggio diverso.

  • La prima parte, Lilliput (che poi è anche la storia più conosciuta), narra del naufragio di Lemuel Gulliver in una terra abitata da uomini alti 15 cm, i Lillipuziani, che prima lo catturano e poi, appurato che non è pericoloso, lo accolgono a palazzo. E’ in questa parte del romanzo che Swift ironizza in modo feroce sulla corte inglese e sulla classe politica.
  • La seconda parte si svolge a Brobdingnag, ovvero la terra dei giganti. E qui per Gulliver il problema diventa sopravvivere a persone alte 22 metri. Nonostante le difficoltà iniziali, Gulliver si troverà in perfetta armonia con i giganti, con i quali vivrà per due anni e intavolerà grandi discussioni filosofiche.
  • La terza parte lo porta in viaggio. Prima a Laputa, una terra volante che fluttua nell’aria, un’isola particolare con un sovrano dotato di grandi poteri, in grado anche di far piovere a proprio piacimento.Poi continuando il viaggio approderà a  Glubbdubdrib, governata dal capo tribù dei maghi, poi a Luggnagg, il cui popolo è cortese e generoso, fino ad arrivare in Giappone.
  • La quarta e ultima parte del romanzo porta Gulliver nel mondo degli Huyhnhnms, i cavalli parlanti e saggi, che non conoscono il concetto di guerra e violenza.L’unico difetto di questo luogo tanto perfetto è che è abitato anche dagli Yahoo, che camminano su due zampe anzichè quattro e sono assai simili agli esseri umani che Gulliver proprio non sopporta.

Dopo questo bagaglio di avventure Gulliver è talmente tanto segnato dagli eventi che, seppur riabbracciando la propria famiglia, trova conforto soltanto quando può passare un po’ di tempo nella stalla, con i cavalli.

Jonathan Swift

 

La satira è una sorta di specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutti tranne la propria. (da Battaglia dei libri)

L’autore de I viaggi di Gulliver, in patria è conosciuto come uno dei più grandi scrittori satirici mai esistiti.
E lui di pamphlet che ci “andavano giù pesanti” ne ha creati nella sua carriera.
I viaggi di Gulliver (Gulliver’s Travels), fu pubblicato anonimo nel 1726 e riscosse subito grande successo.
Questo romanzo nacque inizialmente come un attacco duro alla vanità e all’ipocrisia che permeavano la vita di corte, ma anche i partiti e, per riflesso, gli uomini politici dell’epoca.
Man mano che si addentrava nella storia, Swift maturò una serie di considerazioni sulla società in generale.
E il anche il libro ne uscì modificato.
Tanto che la satira inizialmente nata per colpire soltanto una determinata tipologia umana, finì per rivolgersi all’intera umanità.
Gulliver per molti è sinonimo di classico soprattutto nella letteratura per l’infanzia.
E questo si deve all’enorme fantasia occorsa per la creazione di questi mondi incredibili che Gulliver si trova a visitare e a descrivere.

In ciascuna delle avventure Gulliver si troverà ad affrontare l’uomo come egoista, corrotto e affamato di potere, pieno di vizi e privo di virtù.
E non è un caso che, gli unici, veri personaggi positivi di tutta la vicenda siano i cavalli.

 

Adattamenti

Da I viaggi di Gulliver sono stati tratti, nel corso degli anni, diversi adattamenti cinematografici (uno anche in tempi assai recenti, ambientato però ai giorni nostri e a New York con Jack Black, nel 2010).
Uno dei film che è rimasto più fedele al libro di Swift è, però, la miniserie televisiva I viaggi di Gulliver del 1996, diretta da Charles Sturridge e interpretata da Ted Danson.
Una delle pochissime riduzioni a comprendere tutti e quattro i viaggi compiuti da Lemuel Gulliver.

 

 

C’era un Architetto molto ingegnoso che aveva escogitato un nuovo Metodo per costruire Case, cominciando dal tetto, e lavorando all’ingiu’ fino alle Fondamenta. (da I viaggi di Gulliver)

 

 

 

 

 

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