
Come le maree andiamo, veniamo, lasciando la memoria delle nostre orme sulla dura superficie delle nostre vite. Chi resta, guarda quelle tracce in silenzioso rispetto, e cerca di evocare da loro, con cura e tenerezza, le fragili, amate figure, dalla nebbia del tempo.
La recensione di Notti africane, Kuki Gallman
Conoscevo Kuki Gallman solo di fama, non avevo mai letto qualcosa di suo. Questo libro mi si è presentato in un momento in cui avevo bisogno di fuggire da un periodo troppo pesante e ingolfato e mi ha fatto respirare da subito aria di libertà. Sarà per le praterie africane, per gli animali liberi e la natura padrona, sarà per il senso di sicurezza che mi dà la saggezza di certi popoli.
La magia degli altipiani dell’Africa orientale sono le sere, quando i rumori i colori e l’essenza stessa dell’aria cambiano, e il vento comincia a soffiare in folate improvvise, portando con sé racconti di posti lontani.
È allora che uno si può immaginare che qualsiasi cosa possa accadere, e mentre il sole si avvolge in una luce rossa prima di tramontare, tutti i ricordi, tutte le preghiere e tutte le lacrime che abbiamo versato si accumulano dentro di noi schiacciando il nostro cuore con una pena quasi intollerabile.
Diviso in 21 racconti, questo diario è il racconto di un pezzo di vita, della vita di Kuki attraverso la morte di suo marito e di suo figlio, della nascita della piccola e dolce Sveva, dell’Africa vista di notte, sentita tra i fruscii delle foglie, nelle notti di stelle assolute, con poco uomo e molta natura.
Una raccolta di racconti che permette di fuggire in tempo zero dalle inquietudini della vita quotidiana, per donarsi tempo e parole che fanno bene al cuore e all’anima.
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Notti africane
Kuki Gallman
Mondadori (collana Oscar bestseller), 1997
ISBN: 978-8804429524








