La parabola delle stelle cadenti, Chiara Passilongo

Pochi minuti prima della mezzanotte di quel 10 agosto vennero al mondo con parto naturale i figli di Achille e Nora. Dopo essere stati lavati, pesati e visitati, si trovavano già tra le braccia del loro padre, che li teneva come due trofei.
«Famiglia, vi presento il nostro campione, Francesco» disse guardando con aria maschia quello scricciolo. «E la nostra principessina, Gloria» proseguì con tono più aggraziato rivolgendosi prima all’altro fagotto e poi agli astanti con sguardo trionfante. «Nora sta bene, anche se questi due monelli l’hanno fatta tribolare parecchio!»

La recensione di La parabola delle stelle cadenti, Chiara Passilongo

La famiglia Vicentini e la sua storia. Ma anche la storia dell’Italia del nord est dagli anni ’80 in poi, le vicende sociopolitiche di quegli anni, le esperienze più o meno fortunate di una famiglia borghese come tante, il suo successo, la sua crisi.

I personaggi e gli ambienti descritti dall’autrice sono molto ben caratterizzati: tra le pagine riesci a sentire musica, profumi e sapori di questa parte d’Italia. Ascolti le note del piano di Nora, annusi con piacere il profumo di merendine dolci del forno artigianale trasformato in grande azienda da Achille e suo padre, chiudi gli occhi e vedi, lucidi, i sogni che lui ha per i suoi figli.
Ma poi li apri, quegli occhi, e scopri che la realtà è diversa da come Achille l’ha immaginata, da come l’aveva costruita forzatamente nella sua mente audace e testarda.

Viene il momento, per tutti, di accettare una realtà diversa da quella che avremmo voluto. Viene il momento, per tutti, di ammettere che le stelle cadenti sono tali, e che se c’è stato un momento di ascesa può essercene anche uno di discesa. Che nella maggior parte dei casi è discesa folle.

Ma già l’ammettere questa possibilità può aiutare a rialzarsi. E l’amore, quello vero, può fare ancora di più.

La mia opinione su La parabola delle stelle cadenti, Chiara Passilongo

Chiara Passilongo ha tratteggiato una storia più che realistica, credibile in tutto e per tutto.  Una storia che in molti di noi possono aver vissuto, in parte o anche quasi per intero, con tutti i suoi colpi di scena, con le ansie e le preoccupazioni, con i sogni da ragazzi, con le angosce da adulti, con gli amori impossibili e quelli scontati.
Non mi è piaciuta, però, questa storia. Perché manca qualcosa, perché c’è una malinconia che non avrei voluto trovarci, perché avrei voluto personaggi che si comportavano diversamente, che reagivano agli avvenimenti in un altro modo, più deciso, perché forse ho riconosciuto tratti di me in alcuni di loro (e si sa che fa male, tanto male, riconoscere i propri difetti…). Però così è la vita, e questo dovrebbe forse bastarmi e dovrebbe farmi essere contenta di averlo riconosciuto e ammesso, una volta per tutte (una volta per tutte?).
E attenzione: il fatto che non sia piaciuta a me, questa storia, non vuol dire che voi non la dobbiate leggere, anzi! Dovete proprio farlo, perché magari riuscirete a spiegarmi il perché di questo amaro in bocca, di questa sensazione sospesa e malinconica che mi è rimasta addosso… 🙂

Buona lettura, quindi, e fatemi sapere!

La parabola delle stelle cadenti
Chiara Passilongo
Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri), 2015, pag. 384, € 18,50
ISBN: 9788804658306

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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