Leggere, che sport! Olimpiche. Storie immortali in cinque cerchi, Luca Pelosi

La spalla bianca è piegata verso destra, come tutto il corpo. Come se sapesse benissimo, pur stando davanti, che da dietro sarebbe arrivato qualcuno che avrebbe avuto bisogno di appoggiarsi. La faccia nera è piegata verso sinistra, si appoggia su tutto quello che può. Il mento, la guancia, fino all’orecchio. Le espressioni sono identiche. Sollievo. Finalmente è finita. Mai più. Dalle facce non distingui chi ha vinto da chi ha perso. Date la medaglia d’oro a tutti e due, urla il pubblico. Ma non è finita in parità.

Ci sono storie bellissime e molto toccanti in questo libro. Storie di sport, di quello onesto e leale, ma anche di sport che divide perché gestito dalla politica. Si parla delle Olimpiadi da boicottare nel 1936, quando Hitler le organizzò in “formato nazista”, per dimostrare (e mascherare) quanto fossero pacifici e tolleranti quelli che invece venivano accusati… Si parla dell’Amicizia nata tra Jesse Owens e Luz Long, uno afroamericano, l’altro tedesco:

Il bianco ha uno stile impeccabile, tecnicamente è perfetto. Il nero è veloce e potente, ma grezzo. A quel punto, però, il nero sente una pacca sulla spalla e si volta, vedendo il bianco. «Uno come te dovrebbe essere in grado di qualificarsi a occhi chiusi. inizia la rincorsa da qui e stacca su quel punto della pedana in corrispondenza di quel fazzoletto bianco». Seguendo il bianco, il nero effettua un salto valido, si scambia uno sguardo d’intesa col rivale e si qualifica per la finale, che vince con 8.06 davanti al bianco, secondo in 7.87. Il primo ad andare ad abbracciarlo è proprio Luz Long, che si congratula per la vittoria. I secondi ad arrivare sono i fotografi, che immortalano quell’abbraccio che non sfugge all’impassibile Hitler.

Sono storie di Amicizia forti, nate e cresciute a dispetto di ogni colore e pensiero razziale, fatte solo di rispetto e ammirazione per l’altro. Ma ci sono anche storie d’Amore nate tra i campi di gara e consolidate da quel giorno in poi, e storie di Coraggio, storie di Saggezza e storie di Giustizia. Tanti cerchi, per tante diverse storie: tutte insieme a formare i Cinque Cerchi delle Olimpiadi.
Leggere un libro del genere regala una gran voglia di scendere sul campo e cominciare a correre, o a saltare, o a tirare a segno. Leggere un libro del genere fa bene anche al cuore, perché ci aiuta a comprendere quanto sia importante, nella vita, l’onestà, l’etica, il saper giocare sì per vincere ma con il giusto spirito:

«Sapevo che Yamashita si era fatto male alla caviglia durante i turni preliminari e che non era nel pieno delle sue forze. Non avrei mai voluto che qualcuno dicesse che la mia vittoria era stata ottenuta grazie all’infortunio del mio avversario. Non volevo una vittoria come questa. Non l’avrei mai accettata». E allora decide di non attaccare il suo avversario sul lato in cui era infortunato.

Mohamed Ali Rashwan avrebbe potuto vincere, sfruttando l’infortunio del suo avversario. Ma non l’ha fatto perché è un judoka e sa che è più importante rispettare l’avversario che vincere senza onore. Per questo gli è stato conferito il premio “fair play” dall’UNESCO nel 1984.

[…] la prestazione, tecnica e etica, conta più del risultato. […] vincere non è l’unica cosa che conta: se lo dici in altri campi, ti prendono per pazzo, o, se va bene, per perdente.

Un libro che raccoglie testimonianze e fatti e ricostruisce la storia delle Olimpiadi da un punto di vista soprattutto morale. Una raccolta di storie che insegnano che lo sport ha un’anima pura e bellissima.

Buona lettura!

Olimpiche. Storie immortali in cinque cerchi
Luca Pelosi
Edizioni della Sera (collana Sport-Amarcord), 2016, pag. 194, € 15,00
ISBN: 978-88-97139-67-6

 

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