Le streghe di Atripalda, Teodoro Lorenzo

Ultima Modifica: Set 25, 2020

A quell’età si è come dei cercatori d’oro, inginocchiati sulla riva della vita che scorre. Si immerge il setaccio e poi lo si agita con movimenti lenti e circolari. E ogni movimento è un pensiero nuovo che emerge. Se si è fortunati, perché l’impresa non riesce a tutti, al fondo del setaccio, eliminato ogni pensiero inutile rimane un po’ della tua anima.
(Lettera a Maria)

Da un po’ di tempo abbiamo aperto una rubrica che vuole stimolare le nostre menti lettrici ad alzarsi da quella poltrona e muovere le gambe. Si intitola Leggere, che sport! e ci ha già accompagnato su diversi campi, tra maratoneti, pugili e calciatori, campioni olimpionici.

Il libro di Teodoro Lorenzo sembra proprio ispirarsi a questa idea: un intreccio tra sport e storie da leggere e raccontare, con la convinzione che la forma fisica sia strettamente legata a quella mentale e viceversa, che nelle storie degli sportivi si possa trovare un motivo in più, un incentivo e anche una conferma, per proseguire nella propria passione, qualsiasi sport essa comprenda.

“In questo libro non troverete tabelle, classifiche, primati. Quella è cronaca. Vi accompagneranno passioni e sentimenti, l’abbraccio di un padre, la carezza di una madre, l’entusiasmo di un principio e il dolore della fine. Perché anche lo sport può diventare poesia.”

La recensione di Le streghe di Atripalda, Teodoro Lorenzo

I quattrodici racconti che formano il libro spaziano dal tiro a segno alla pallavolo femminile (Le streghe di Atripalda che danno titolo al libro) alla vela, alla boxe, alla lotta greco-romana. Parlano di passione e di voglia di vincere, di sogni da raggiungere e di vendette da consumare. Il tutto con una caratteristica rara al giorno d’oggi: l’empatia. Leggere e provare gli stessi sentimenti del narratore è un tutt’uno. Identificarsi nella sua rabbia, nell’amore, nel ricordo di un tempo passato è più semplice di quanto si possa pensare.
Il risultato è la somma di più personalità e più destini, ognuno accompagnato dalla passione che ha aiutato il protagonista a trovare se stesso e la propria strada, perché davvero lo sport può essere una ginnastica non solo fisica ma anche mentale:

La barca tagliava l’acqua e procedeva dolcemente. Vittorino muoveva ogni volta la pagaia con gesti lenti perché voleva godersi fino in fondo quell’atmosfera magica e riempirsi dei colori nuovi del giorno che nasceva.
La canoa del resto non gli serviva per irrobustire il corpo ma lo spirito e quelle uscite giornaliere per lui non erano esercizi fisici ma mentali.

Una bella lettura, soprattutto uno stimolo a conoscere sport meno noti, a indagare se per caso fra essi non si trovi quello che davvero fa per noi.

Le streghe di Atripalda. Racconti di sport
Teodoro Lorenzo
Bradipolibri, 2017, pag. 220, € 15,00
ISBN-13: 978-8899146382

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