Se questo è un libro, Elia Giovacchini

“Se questo è un libro” lo deciderai tu e nessun altro, perché qui, solo i “videogiochi di viscere” sono importanti. (…) un’atmosfera di stanze incantate un flusso di coscienza, un mosaico di emozioni oniriche dove il lettore, partendo da una conversazione qualsiasi, si scoprirà unico viaggiatore tra le suggestioni che il suo sentire lo avvicinerà a scegliere.

Proprio così: un viaggio onirico, una musica di parole, non da capire ma semplicemente da ascoltare, seguendone l’armonia e il ritmo, provando a rileggerla dopo un po’ di tempo per scoprire se alcuni passi ci propongono nuove emozioni. A me è capitato, proprio così:

Andrea evitava le strade e l’impegni, e il piccolo sussidio di povertà che riceveva, era per lui sufficiente per vivere ogni minuto da nomade. «Oggi comincia il giorno in cui nessuno ha messo piede. Magia! Magia! Magia del cercare senz’amo una distrazione che non sia fame. E amato esco nella vigna, il silenzio è un amplificatore del petto: l’anima fresca garrisce al suono della solitudine sveglia.

Non credo ci sia molto da spiegare in questi racconti, in queste “stanze”, come le definisce Elia Giovacchini: sono ambienti in cui uno trova se stesso o qualche parte di sé che non sapeva di avere o che non poteva ricordare, attimi di beatitudine o di profonda inquietudine da segnare su un diario di viaggio per poi tornarci su, con la calma del riposo.

La mia (non) recensione di Se questo è un libro di Elia Giovacchini

Di cosa parla “Se questo è un libro”? Ancora non si è capito, immagino. Ma ve l’ho detto: non c’è da capire, solo da ascoltare dentro, solo da osservare le parole che danzano pure, le strade che costruiscono col solo loro andare:

È un diario? No. Volevo un romanzo che facesse altro rumore che suggerire senza organismo di fiction, che dettasse dentro molto più di quanto lasci decifrare fuori. Un romanzo che vociferasse ancor prima di aprirlo. Ho demolito il contenuto lasciando solo le fondamenta a vista, una ciocca di righe di purezza, nate al caso da un lavoro artigiano: acchiapparle a mano.

Chiudete gli occhi e leggete, quindi, anzi: (non) leggete!

Di primavera in nuova era, di esercito in esercitazione: ma quando un tramonto si fa leggere, ecco che un uomo, da qualche parte nel mondo, passa la vita a scrivere.

Chi è Elia Giovacchini?

Un personaggio da indagare, quello di Elia Giovacchini. Un uomo che da un po’ di tempo viaggia via terra e “prende appunti in oltre sessanta nazioni diverse”, che ha portato materiale didattico in luoghi lontani del mondo: “dalle scuole elementari del Laos fino alle biblioteche della foresta Amazzonica in Ecuador, prediligendo Asia e Sud America”. Il suo blog, nonletture.com, è un universo in cui tuffarsi ogni tanto per respirare aria nuova, libera, a volte strana ma ricca di avventure e emozioni e molto molto costruttiva, dategli un’occhiata!

Se questo è un libro
Elia Giovacchini
Nonletture, 2018, p. 141, €. 12,70

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