Mia, Antonio Ferrara

Con gli amici mi dava fastidio che rideva. Rideva pure se da ridere non c’era niente, rideva a ogni parola e, quando parlava con le amiche, anche se io parlavo con qualcun altro, cercavo di sentirla, cercavo di sentire lei, cavoli, le cose che diceva, per capire se diceva a loro cose che io non sapevo, che a me non diceva, perché di lei io volevo tutto, tutto, anche i pensieri.

Un’analisi cruda e agghiacciante dell’amore sbagliato. Di quello che viene confuso con il possesso, con la proprietà.
Mia, storia di un femminicidio, è terribilmente credibile. E fa paura. Ma forse solo attraversando la paura possiamo combattere una minaccia così orribile.

La recensione di Mia, Antonio Ferrara

Avevo lei, e invece di essere felice tremavo per la paura di restare solo. Mi guardavo sempre intorno, in ogni momento, e li vedevo che la guardavano, gli altri, li vedevo, ma mi dicevo che loro potevano solo guardarla, perché lei era mia.
Niente da fare, mi dicevo, questa donna è mia e non la lascio più.

Cesare è un quindicenne. Non un uomo, un ragazzino. E si innamora perdutamente (?) di una ragazzina come lui, Stella. Lei è bella, lucente, dolce, incredibilmente dolce.
La relazione fra loro però degenera e i piccoli attacchi di gelosia si trasformano in atti di violenza, sempre più forte, fino a quando Stella si stanca di perdonare e lascia Cesare.
È allora che succede la tragedia.
Cesare si trova a casa di Stella col coltello in mano e la uccide.

Il mio parere su Mia, Antonio Ferrara

È stato per amore che l’ho uccisa.

Antonio Ferrara racconta la realtà – una realtà vista e letta ormai troppe volte – senza giudicare, limitandosi a descrivere i sentimenti e gli stati d’animo dell’omicida. È terribile assistere impotenti alla crescente rabbia, alla gelosia, alla mente che impazzisce. Ancora più terribile è assistervi e rendersi conto a ogni parola che non si tratta di una storia di fantasia, che questo è quello che succede in molte occasioni, in molti di quei casi di femminicidio che si leggono sui giornali.

Confondere Amore con possesso è terribilmente sbagliato. Un peccato mortale. Una realtà che purtroppo si verifica molto più spesso di quello che pensiamo.

Mia è nato da un percorso-laboratorio di educazione sentimentale sul tema del femminicidio svoltosi in Lombardia nel 2014: Antonio Ferrara ha raccolto le testimonianze di ragazzi e ragazze di scuole medie e superiori, chiedendo loro di pensarsi vittima di una qualche forma di violenza e di immedesimarsi nei pensieri, nelle emozioni, negli stati d’animo.
Il risultato è Mia. Forte. Duro. Freddo. Vero.
Da leggere. Da diffondere. Da ascoltare, nel profondo di noi.

Mia
Antonio Ferrara
Settenove, 2015, pag. 120, € 13,50
ISBN: 978-8898947089

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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