L’arte di sparire, Claudio Vainieri

La visibilità era limitata, una fitta nebbia avvolgeva il paesaggio. Difficile guidare in quelle condizioni senza l’utilizzo di fendinebbia, luce bianca e fascio luminoso
orientato verso il basso, in modo tale da forare la nebbia. Circondati da aloni biancastri, era impossibile vedere il viso del conducente dell’automobile vicina. La circolazione era ferma in attesa della luce verde al semaforo, quando il verde scattò, le macchine con cautela ricominciarono la loro corsa. Le luci dei semafori erano appena percettibili.

Il giovane Marco Nidal si trova coinvolto in un caso di sparizioni seriali di persone, tra le quali suo padre. Coadiuvato dall’Ispettore di polizia Perduto e da una stagista nella redazione di un giornale, Marco cercherà di far luce sulle inspiegabili sparizioni, mentre i muri della città si riempiono di manifesti di persone scomparse. In una narrazione grottesca e surreale, Claudio Vainieri accompagna il lettore in un’indagine avvincente i cui risvolti si fanno via via più inquietanti, fino alla sorprendente soluzione dell’enigma.

La recensione di L’arte di sparire, Claudio Vainieri

Sembra che sparire sia diventato uno dei nuovi traguardi per molti individui. Le nostre identità sono sempre più sotto controllo, le relazioni personali e sociale sempre più soffocanti. […]È un ingranaggio complesso, la società in cui viviamo. Di noi vuole sapere tutto. Cosa ci piace, cosa acquistiamo, dove andremo in vacanza. L’individuo cerca la sua libertà e un mezzo che ha trovato per raggiungerla è quello di sparire. Creare una nuova identità il più possibile distante e segreta.

L’intento di questo romanzo è “confondere, disorientare, spiazzare il lettore”. Perché no? può essere una delle risposte, sì. E non è una critica, anzi: provocare una reazione, anche se non sempre di puro piacere, è un modo di rimanere nella memoria. L’effetto che mi ha dato L’arte di sparire, di Claudio Vainieri è stato proprio questo: un senso di confusione e disorientamento. A volte anche un non capire dove si voleva andare a parare.

A volte però il senso di quello che stiamo leggendo non sta in superficie, ma molto più nel profondo: quella volontà di sparire, di non essere più visibili e rintracciabili, può essere un tentativo di affermare se stessi e la propria esistenza in una quotidianità che ci rende tutti uguali? Quindi proprio il contrario di ciò che sembriamo voler fare?

C’è chi sparisce in maniera forzata, essendo vittima di circostanze non desiderate. C’è chi invece desidera sparire perché vuole essere il protagonista del proprio destino e vuole scardinare abitudini, cambiare, mettersi alla prova e attuare un piano che possa rispecchiare il più possibile una precisa idea di salvezza.

Già.
Se volete capirne di più dovete provare a leggere questo romanzo, dargli una possibilità, perdervi in una realtà grottesca e piuttosto surreale… 😉

L’arte di sparire
Claudio Vainieri
Calibano Editore, 2018, € 14,00
ISBN: 978-8894992038

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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