Solo i bambini sanno amare, Cali

Mi manchi da morire, mamma. Fino a quando hai intenzione di essere morta?

La recensione di Solo i bambini sanno amare di Cali

Bruno ha solo 6 anni quando il suo mondo si rovescia.
Sua madre muore e per il bambino nulla è più al suo posto.
Senza una mamma come si vive?
Si può ancora ridere, divertirsi, amare la vita?
Per Bruno è difficile trovare un equilibrio quando ogni punto fermo è scomparso.
Suo padre è disperato e passa le serate appoggiato al bancone del bar del paese, fratelli e sorelle più grandi sembrano gestire meglio il lutto.
Il bambino si sente abbandonato e unicamente il suo amico Alec, solo come lui, sembra riuscire a dargli un po’ di serenità e di amore.

La mia opinione su Solo i bambini sanno amare di Cali

Solo i bambini sanno amare è il romanzo d’esordio di Cali, cantautore francese.
Il romanzo è autobiografico e ha uno stile molto intimo e vero.
Pubblicato da Vague Edizioni nella Collana Atlantique è tradotto da Gabriella Montanari e Sylviane Tulimiero.

Solo i bambini sanno amare è un libro dove l’autore rivela totalmente se stesso. La scrittura, come lo stesso Cali ha dichiarato, è semplice come potrebbe esserlo la lingua di un bambino di 6 anni e il risultato è un libro disarmante, candido in ogni sua parte, scevro da sovrastrutture linguistiche.
L’autore racconta un mondo in frantumi, e dietro ogni parola emerge il dolore dell’assenza, il desiderio di essere amato, che strazio le settimane in colonia lontano dalla famiglia e che dolore quel padre che non ce la fa.

Solo i bambini sanno amare stupisce per il suo candore, per il coraggio dell’autore di mettersi a nudo; un libro che racconta la morte, l’assenza e la rinascita e quanto l’amore sia necessario perché è l’unica cosa che ci aiuta a sopravvivere.

Buona lettura.

Solo i bambini sanno amare
Cali
Vague Edizioni, 2021, p. 156, €. 16,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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