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L’eterno ritorno di Clara Hart, Louise Finch

Si tratta di me. Non è una disgrazia, è una benedizione. L’universo ha notato
che avevo cannato di brutto la prima volta e mi sta concedendo la possibilità di vivere questo giorno bene. Ancora e ancora, finché non è giusto e finché non sono giusto io.
Il tipo giusto di persona, quello che perfino Clara Hart potrebbe non trovare impensabile.
Quella maledetta chiave sono io.

La recensione di L’eterno ritorno di Clara Hart, Louise Finch

Intrappolato in un loop temporale, Spence si ritrova a vivere le stesse 24 ore in continuazione. Riuscirà a cambiare il destino di Clara? E se non fosse così semplice?

Difficile dirlo, con una singola occasione. Ma ne L’eterno ritorno di Clara Hart di Louise Finch, il protagonista avrà più di una possibilità di cambiare, statene certi, dato che Spence si trova incastrato in quelle 24 ore e deve trovare la chiave per sbloccare il tempo e far tornare le lancette a scorrere normalmente.
Dovrà capire dai propri errori, cercare di non ripeterli, ritrovare sé stesso e l’attenzione, la cura per gli altri. Eliminare la superficialità e la noncuranza per certi atteggiamenti violenti (battute, scherzi, giochi di cattivo gusto).
Una lezione a cui tutti dovremmo fare attenzione.

“No, invece è proprio così. Le ammaccature ci restano dentro.” Passa il pollice su una piatta guancia di carta.
La capisco. Somiglia a come mi sento io, ammaccature su ammaccature. Clara sa le cose nello stesso modo in cui le so io. Che la vita è fragile. Che tutto quello che ci protegge è un vetro. Ogni trauma una crepa improvvisa nel
parabrezza. Che scheggia la nostra illusione di sicurezza.
“Queste ammaccature come te le sei fatte?” chiedo passando le dita lungo il bordo di un altro dipinto.

Il mio parere su L’eterno ritorno di Clara Hart, Louise Finch

Che devo ancora studiare e approfondire tanti e tanti argomenti l’ho capito, con questo romanzo ancora una volta di più: sapete cosa sia la teoria dell’eterno ritorno?

Immaginate di ripetere ogni giorno lo stesso giorno. Di risvegliarvi la stessa mattina e rivivere ogni singola situazione di quella singola giornata. Finché, a furia di piccole modifiche nei vostri comportamenti, non diventate migliori. Finché non cambia qualcosa nel vostro modo di vivere, di vedere, di stare al mondo, di osservare.
È terrorizzante.
È anche motivante, a ben pensarci.
Serve a capire i propri errori. O meglio, le proprie mancanze. Le omissioni.

Perché è proprio questo che alla fine vuole raccontarci L’eterno ritorno di Clara Hart, sapete? Un romanzo YA che vuole parlare ai ragazzi (ma anche agli adulti che condividono con loro le proprie letture) del male che si può fare quando non si parla, non si reagisce, si fa finta di nulla…

Credo che un romanzo del genere debba girare per le scuole. Che se ne debba parlare nelle chat, sui muretti fuori da scuola, al campo da calcio prima della partita. Insomma. Noi per primi, i più giovani subito dopo, dovremmo capire quanto sia importante l’attenzione per l’altro, quanto possano devastare l’incuranza, il lassismo. Perché non succeda più quello che è successo ormai troppe troppe volte. Perché non si ripeta più lo strazio di una morte, di una violenza accaduta “perché non si è fatto abbastanza per evitarla”.

L’eterno ritorno di Clara Hart
Louise Finch
Terre di mezzo, 2024, p. 272, €. 15,00

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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