Negli anni in cui il suo soprannome era Guaio, Zee aveva l’abitudine di rubare barche. Il padre non ne aveva il minimo sospetto e le lasciava massima libertà in quei primi tempi dopo la morte della madre. E poi era occupato a impersonare il ruolo del pirata, un passatempo eccentrico per un uomo che aveva trascorso la vita a studiare letteratura. Ma quelli erano giorni disperati, ed entrambi erano stanchi di portare sulle spalle il peso della perdita, incapaci di scrollarselo di dosso se non nei fugaci momenti in cui riuscivano a buttarsi in qualcosa fuori dalla portata dei ricordi.
Inizia così La ragazza che rubava le stelle, il secondo romanzo di Brunonia Barry in libreria a partire da domani 25 novembre e che, sempre thanks to Garzanti, siamo in grado di recensirvi in anteprima.
La trama
Zee Finch da da bambina usciva di nascosto in mare aperto su barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Fino al giorno in cui sua madre si era suicidata, all’improvviso.
Quindici anni dopo questo triste evento Zee, che nel frattempo è diventata una psicoterapeuta, torna a casa, nella stessa Salem che era divenuta la prigione che aveva rinchiuso sua madre per sempre. I motivi che la spingono a tornare sono due: la morte di Lilly Braedon, una sua paziente, morta suicida, e l’aggravarsi della malattia di suo padre. Zee si ritrova a dover ripercorrere la rotta perduta, anche perchè la morte di Lilly le ricorda troppo quella di sua madre. Come se le due donne fossero state unite dalla medesima tragedia. Zee ha bisogno di scoprire se Lilly si è veramente suicidata oppure no. E per riuscirci deve ripercorrere i momenti del passato che ha cercato di chiudere in un angolo della sua mente e capire la verità riguardo a sua madre. Già, ma come? Nessuno, a Salem, sembra disposto a scavare di nuovo a ritroso. E, forse, nemmeno suo padre le dice tutta la verità. Riuscirà Zee a liberarsi dal fardello che si porta dietro per andare incontro al destino che le spetta?
La ragazza che rubava le stelle è un libro che parla della ricerca della propria identità. Il titolo originale è decisamente più rivelatore in questo senso, The Map of True Places. E in effetti Zee, nel corso del romanzo, va alla scoperta di questi “Posti Reali”, quelli che nasconodono la verità (che è un po’ il tesoro finale).
Ma è anche un libro impregnato di letteratura: i racconti che sua madre Maureen scriveva come se fossero una terapia per la sua malattia. Gli studi su Hawthorne e Melville che ossessionano per tutta la vita suo padre, fino quasi a fargli credere di essere lui stesso Hawthorne e a fargli vivere le sue giornate circondato dai luoghi che il romanziere descrisse nelle sue opere.
E’ stato un viaggio interessante alla scoperta di un’autrice che non conoscevo, non avendo mai avuto l’opportunità di leggere il suo primo romanzo (La lettrice bugiarda).
E posso solo concludere che è stato un viaggio interessante e coinvolgente, che mi ha lasciato una gran voglia di rileggere La lettera scarlatta.
LA RAGAZZA CHE RUBAVA LE STELLE
Brunonia Barry
Garzanti, 2010, 392 pag.
Che dire: non ci facciamo mancare niente! Non è che, per caso, ci farai qualche altra sorpresa delle tue prossimamente?!?! 😉
hihihi…e chi lo sa??? 😀
Mi ispira assai!!!
Sembra interessante Sil 🙂
Ecco.
L’ho trovato.
Il libro che mi serve in questo periodo.
E, di seguito, andrà per La lettera scarlatta e Moby Dick. Mi conferma il piano di studio? 😉
Confermato! 🙂
La lettera scarlatta l’ho letto qualche settimana fa: volete che ve ne parli? 😉
Ma prego si accomodi! 🙂
sto legendo questo libro e devo dire che è davvero stupendo e scritto in maniera coinvolgente,consiglio a tutti di leggerlo 🙂