Non conoscevo niente di Dalila Di Lazzaro, a parte il suo viso, non ho mai visto un suo film. Adoro leggere, e in una libreria ho visto la copertina di questo libro e mi sono incuriosita.
Dalila racconta tutta la sua vita fino ad ora con una sincerità disarmante e spesso durante la lettura ho cambiato idea su di lei, a volte l’ho ammirata a volte no.
E’ stata un’attrice molto famosa negli anni 70-80, penso più per la sua avvenenza che per le sue capacità.
Nata in Friuli ,da genitori contadini e modesti, ha vissuto un’infanzia serena fino a quando la sorella è morta di malattia da piccola e suo cugino più grande ha iniziato a molestare lei e l’altra sorella, situazione che si è protratta per anni. Questo fatto mi ha dato molto fastidio, ossia anche chi sapeva non ha detto nulla per proteggere la reputazione. Tutto questo ha segnato la sua vita. Poi come se tutto questo non bastasse, Dalila a 15 anni rimane incinta , messa alla porta dalla famiglia, decide comunque di tenere il figlio e di porre rimedio alla situazione con un matrimonio riparatore che poi naufragherà.
Ma Dalila vuole altro dalla vita e decide di lasciare il figlio Christian alla madre e tenta il grande salto a Roma per lavorare come modella o attrice. Sono questi gli anni della dolce vita romana e anche della liberazione sessuale, fa esperienze diverse fra loro, a volte trovandosi in situazione un pò pericolose e mostrandosi un po’ una ragazza “facile”, interessata troppo alla carriera e non capisco come abbia potuto lasciare il figlio alla madre e non crescerlo lei.
Ed infine il dolore è il filo conduttore dell’ultima parte della vita di Dalila Di Lazzaro, il figlio tanto amato muore in un incidente. Io sono mamma e posso solo lontanamente immaginare il dolore e lo strazio che un simile dolore lasciano per sempre nel cuore e nell’anima. Penso sia un dolore da cui non si può più uscire.
Poi c’è il dolore fisico, che da anni prova a causa di un incidente e della maalsanità che l’ha curata in maniera approssimativa e menefreghista nonostante i soldi spesi e nomi illustri interpellati. Dalila Di Lazzaro è bloccata a letto perché lo schiacciamento della prima vertebra del collo le provoca fitte dolorose, capogiri, nausea e perdita di equilibrio, poche persone le sono accanto e numerosi cosiddetti amici, soprattutto del mondo dello spettacolo, l’hanno abbandonata, perché è difficile stare vicino a chi soffre. Questo non ha fatto altro che confermare quello che già sospettavo spesso le amicizie, soprattutto nello spettacolo, sono false amicizie, con cui dividere solo divertimento e non problemi.
Il libro mi è piaciuto perché si è comunque “messa a nudo”, non vergognandosi di raccontare anche i vari sbagli che ha commesso nella sua vita e perché nonostante tutto, continua a lottare e non ha perso la gioia di vivere, ma ci da forza e coraggio per superare le avversità e le tragedie che la vita ci propina ogni giorno.
IL MIO CIELO
Dalila Di Lazzaro
Piemme, 2008, 256 pag., € 9,00