Il Premio Severo Ghioldi per aspiranti giornalisti, – promosso dalla IUBILANTES Organizzazione di Volontariato Culturale onlus, in collaborazione con la Insubria Media Point associazione per l’etica nella comunicazione – nasce per incoraggiare la formazione e riconoscere l’attività di giovani che vorrebbero cimentarsi nella realtà dei media della carta stampata.
Il riconoscimento a carattere culturale, è riservato a opere inedite di giovani delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado ed alle realtà sociali dedicate ai diversamente abili del territorio delle province di Como, Varese e del Canton Ticino.
Quest’anno il premio si è svolto nel mese di Marzo 2010, e ha visto, come vincitrice, Martina B. di Como, della quale pubblichiamo l’opera vincitrice, insieme a tantissimi complimenti anche da parte della nostra redazione!
Uno speciale ringraziamento anche a Mauro Sarasso, organizzatore della Manifestazione, che ci ha gentilmente concesso l’autorizzazione per pubblicare questo meraviglioso articolo.
L’ARTE DI SOGNARE
Siamo al Quarto Ponte, autosilo di Como. Un parcheggio, tante auto, delle case.. qualche ufficio ed anche un bar. Il verde del piccolo prato lì accanto, quasi soccombe sotto il grigio della strada. Sembrerebbe un luogo normale, come ce ne sono tanti in città.
Ma ad un tratto, tutto si anima! Giallo, blu, rosso, verde.. il grigio è scomparso! Musica scoppiettante sovrasta in rombo delle moto e l’aria pare tornare ad essere frizzante e buona.
Palline colorate, cerchi e clavette volano in aria, su e giù, su e giù.. e ancora! Si alternano, a tempo. Ogni tanto cadono a terra, e il ragazzo che le stava lanciando si china rapido a raccogliere. Poi di nuovo, una dopo l’altra, tornano a riempire il cielo, colorandolo. Qualcuno fa ruotare nastri vivaci, qualcun altro prova ad andare su un monociclo, uno strano aggeggio con una sola ruota, altri addirittura tentano di sputare del fuoco!
Chi sono? Ma è chiaro: giocolieri! Ragazzi di tutte le età, piccoli, grandi. Si ritrovano qui, due o tre volte alla settimana, si allenano a ritmo di musica, giocano, ridono, scherzano. Ripetono i loro gesti, caparbi, ogni volta, di nuovo, li ripetono e così imparano, poi ne aggiungono altri, si divertono, assaporano emozioni e sognano. Perché i giocolieri altro non sono che sognatori: sognare che tutto intorno sia fantastico, sognare che lo sarà sempre di più, sognare ma fare in modo che il sogno sia realtà. La strada non è più convulsa e affannata, i rumori non più fastidiosi, gli occhi non più spenti. Ogni cosa torna ad essere viva e lo sguardo coglie una città nuova.
Ma cos’è davvero la giocoleria? Come si a fa a “giocolare”?
Giocolare è un’arte, un’arte che esiste da millenni! A partire dall’antico Egitto, fino ad Alessandro Magno, da Confucio a Charlie Chaplin. È una delle cosiddette arti circensi: consiste nel manipolare oggetti. I più comuni e più semplici sono sicuramente le palline. Si comincia con 3, poi ad aumentare, fino a 8, 9, addirittura 10! Si lanciano in aria per formare figure (chiamate trick ), la più famosa delle quali è la ‘cascata’, che ricorda molto il simbolo dell’infinito. Si possono utilizzare cerchi e clavette, ‘diablo’, strumento simile ad una clessidra, ‘bolas’, cioè corde o nastri da far roteare, ma anche palle da basket, arance, cappelli.. insomma, tutto ciò che si ha a disposizione!
Si può giocolare da soli o in compagnia, passandosi a vicenda gli oggetti.
Vedere un giocoliere esibirsi, quando lo fa con passione, è come riscoprire un vecchio sogno, ormai dimenticato, il sogno del bambino che è sempre dentro di noi; e se si ha il coraggio di lasciarsi trasportare si scoprirà che è bello restare sospesi.
Perciò, se mai un giorno, passeggiando per le vie di Como, vi capiterà di vedere bizzarri personaggi che fanno volteggiare qualcosa, con capelli lunghi, pantaloni strappati ma un sorriso stampato in faccia, fermatevi solo un secondo: avete davanti a voi l’ultima categoria di sognatori ad occhi aperti, gli artisti di strada.
Martina B
Un grande applauso a Martina…. bravissima e complimenti!!!