Recentemente è uscito per Vallardi (nuova collana Tabù, ed è tutto un programma…) un libro dal titolo accattivante :Tutti pazzi per Mario di Monya Flour.
“Tutti pazzi per Mario” è una commedia brillante alla “Sex and the City”, ma ambientata a Milano, nella Milano glamour dei negozi firmati, delle feste, del culto della bellezza in versione salutista, dei Fiori di Bach, della medicina olistica, dei brunch dietetici. Mario è il carismatico e irresistibile massaggiatore dell’esclusivo Centro Benessere HoloCenter. L’amicizia che lega gli altri quattro protagonisti del libro si cementa quando scoprono che quell’avventura fatta di sensazioni sublimi – massaggi al ghiaccio fondente, sesso fantastico e ogni sorta di delizia culinaria – che credono di avere in esclusiva con Mario, in realtà è proprio ciò che condividono. Mario non fa il doppio gioco, fa il quadruplo gioco, con donne e uomini indifferentemente. Superato un primo smarrimento i quattro amici scopriranno tutto il fascino del “boy sharing”: uno per volta ma anche tutti insieme allegramente. “
Abbiamo chiesto a questa nuova “romantica” come dico solitamente (anche se il tema di questa pubblicazione il romanticismo lo lascia alla sensibilità del lettore..) di presentarsi, di fare una fotografia o un “racconto” del suo percorso, di quelli che sono i passi che l’hanno portata a scrivere in generale, e a cimentarsi in quest’opera in particolare. Ecco cosa ci ha detto.
Sapevo già scrivere. Sapevo già scrivere? Certo, nel senso che i temi a scuola li facciamo tutti, che il Liceo Classico ti educa a scegliere bene le parole, poi questa attitudine ti resta appiccicata addosso, per tutta la vita.
Ma non mi fermavo a questo.
Qualche tentativo di concorso letterario, fotocopie venute male stampate e spedite a mie spese, con relativi inviti a festeggiare il vincitore (sempre qualcun altro ovviamente) in paesi che nemmeno ci sono sulla cartina.
Poi arriva un periodo buio della vita, di quelli che capitano, e ti sbattono sull’asfalto a sentirne l’odore e l’appiccicaticcio di quando fa caldo. Le giornate senza senso in cui ti alzi e ti chiedi perché farlo.
E la risposta non arriva. Mai.
Fino al punto che ti consigliano un dottore, ma uno bravo. Però è estate e gli studi professionali sono già chiusi. Ma in qualche modo ce la fai, ed arriva settembre. Intanto ci hai pensato su, e forse è ora di prenderti cura di te, tornare a quello che ti appassionava, che ti faceva volare le giornate.
Un pomeriggio vai in biblioteca, a Cernusco, a fare la solita super-scorta di libri. Ne hai presi otto, che dureranno le solite due-tre settimane. Ti guardi intorno e vedi un annuncio in bacheca, dice se ti piace scrivere – certo che mi piace – che ci sarà un corso di scrittura – e questo mi interessa – al sabato – tanto non ho di meglio da fare se non piangere – il titolo sarà Sapori letterari, tenuto dalla scrittrice Loredana Limone.
Io non so cucinare ma sono nata in mezzo al cibo, letteralmente.
Certo, se di cognome fai Farina e tuo papà fa il panettiere è inevitabile!
Credo di poter partecipare, o almeno ci proverò.
Così mi butto. Inizio a scrivere di me, del pane, non mi viene in mente niente altro.
Al laboratorio si parla di sé, ci si racconta dal profondo, ci si mostra negli aspetti più delicati, più vulnerabili. Si scrive di cibo e di emozioni.
Arriva il tempo di altri concorsi letterari, cui partecipo ancora, come per gioco. Uno lo vinco addirittura. Le celebrazioni avvengono con una grande festa mangereccia, insieme a tutta la mia chiassosa famiglia, riunita ed orgogliosa di avere uno scrittore fra i suoi componenti.
E’ il tempo dei contatti con chi lo scrittore lo fa di mestiere, e addirittura mi propone di collaborare. A tempo perso e per “la gloria”, ma vuoi mettere la soddisfazione.
E l’anno scorso, dopo molti contatti a vuoto, il nostro lavoro in Biblioteca diventa finalmente un libro vero. “Sapori letterari” era il nome del nostro laboratorio. Ora è un titolo, un oggetto concreto. Si inizia tutti insieme la campagna promozionale.
Anche qui “per la gloria” anzi per beneficenza, ma vuoi mettere la soddisfazione!
Ognuno di noi ha contribuito al libro con un racconto, che parlasse anche di un cibo e ne riportasse la ricetta.
Nel frattempo il contatto “ con chi scrive di mestiere” diventa una collaborazione come editor, poi come ghost writer. Poi come proposta di un libro vero, intero, a nome mio. La sfida è forte, la collana Tabù deve essere mooolto piccante, ma il mio lato sensuale sa il fatto suo ed emerge con prepotenza. Ed ecco il frutto del suo lavoro, “Tutti pazzi per Mario” in cui convergono le mie esperienze nella medicina naturale, in cucina e…altrove…
Mi sembra molto interessante come spunto, se gli occhi non mi ingannano dovrebbe essere un libro intrigante, voi non pensate?
Prossimamente su questi schermi la nostra recensione, state connessi!!!