Home Citazioni Un assaggio di…La leggenda del santo bevitore, Joseph Roth

Un assaggio di…La leggenda del santo bevitore, Joseph Roth

“Una sera di primavera dell’anno 1934 un signore di una certa età scese i gradini in pietra che da uno dei ponti sulla Senna conducono alle rive del fiume. Là,  come quasi tutti sanno ma in questa occasione merita di essere ricordato, sono soliti dormire, o meglio accamparsi, i vagabondi di Parigi.
Uno di questi vagabondi veniva per caso incontro all’anziano signore ben vestito, che dava l’impressione di essere un viaggiatore interessato a visitare le bellezze delle città straniere. Il vagabondo aveva un aspetto malandato e pietoso, proprio come gli altri con cui condivideva  la propria esistenza, eppure all’anziano signore ben vestito sembrò degno di particolare attenzione; il perchè, non lo sappiamo.”

Note sul libro

La leggenda del santo bevitore (Die Legende vom heiligen Trinker, 1939) è un racconto autobiografico dello scrittore austriaco Joseph Roth.

Il libro segue le vicende di un barbone alcolizzato, Andreas Kartak. Originario dell’Impero Asburgico orientale, dopo aver ucciso il marito della sua amante fugge a Parigi. Vive sotto i ponti di Parigi: ricevuto un po’ di denaro da un passante, egli si impegna a restituirlo la domenica seguente, facendo un’offerta nella cappella di Santa Teresa di Lisieux. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l’onore e la dignità; altrettante volte si lascerà però distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, ricadendo puntualmente nel circolo vizioso dell’alcol. Nelle ultime pagine Andreas è per l’ennesima volta in un bistrot vicino alla cappella, e ubriaco viene colto da un malore. Poco prima di morire vede entrare nel bistrot una ragazzina, che sembra andargli incontro, e pensa si tratti di Santa Teresa, venuta a cercarlo e perdonarlo. Con quest’illusione di essere stato redento, Andreas muore felice.

Di questo racconto è stata realizzata una celebre trasposizione cinematografica, con lo stesso titolo, diretta da Ermanno Olmi.

(Fonte: Wikipedia).

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