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In pezzi, Osanna Brugnoli

Un orecchino in pezzi, uno specchio in pezzi, la vita in pezzi.
La vita è quella di Osanna, bellissima ventenne che vive d’impulso in modo intenso e pericoloso. Tanto da ritrovarsi paralizzata per sempre, di fronte alla sfida più grande: ricomporre i pezzi del proprio corpo, ridare senso alla vita, gridare al mondo ci sono ancora, e non mi arrendo. Mai.
Una storia incredibilmente vera.

In pezzi è l’opera prima di una donna che non avrebbe mai pensato di fare la scrittrice; probabilmente durante l’adolescenza scrivere una testimonianza di vita così importante non era tra i suoi obiettivi. La sua giovinezza di figlia di una piccola borghesia, di componente di una famiglia con solide basi morali e con ben definiti canoni di vita, la vede protagonista di uno sviluppo caratteriale segnato dalla figura dei due genitori, che per diversi aspetti, le daranno la spinta a diventare una persona con forte personalità e voglia di agire. Durante un periodo storico come gli anni settanta, che ribolle con i moti studenteschi e con le lotte sociali delle categorie più povere, Osanna vive i suoi 20 anni cercando la sua strada; frequenta gli amici, vive i suoi flirt, prova a rivoluzionare la sua vita. Ottiene una parte da protagonista di fotoromanzi, solo per dimostrare che avendo la prestanza fisica, tutti ne possono essere capaci (e quindi destrutturando un mito molto seguito ai tempi).

Dalla prima pagina il lettore viene informato che la fotografia di apertura è fatta in un interno di ospedale, che la scenografia e l’arredamento non sono falsi, che la protagonista sta lottando per la vita: un brutto film, una luce gelida, una sceneggiatura sviluppata male. Osanna a 21 anni subisce un incidente bruttissimo, che trancerà tutte le aspettative e i sogni che durante le pagine del libro vengono accennati, o sviscerati. Un binario dove i racconti corrono paralleli,  dove leggiamo delle sue giornate spensierate al mare, unica giovane madre tra tutti gli amici impegnati solo a passare il tempo, ma dove seguiamo anche i duri giorni dopo l’incidente, lo scoraggiamento, la reazione delle persone che le sono accanto. In questo doppio specchio, ci accorgiamo che la Osanna bisognosa di indipendenza di “prima” è la stessa che lotta per mantenere il decoro e la serenità, quando nemmeno il dito di un piede è disponibile ad ascoltarti. E leggendo questo documento si sente quanto possa essere stato difficile per l’autrice analizzare e ricordare, dare in pasto al pubblico la propria intimità, i propri momenti di solitudine, i dubbi delle proprie scelte di vita. Dalla lettura di In pezzi emerge anche una energia vitale fortissima, sia durante i racconti delle due storie d’amore fondamentali per la scrittrice, sia quando poi i pensieri unici diventano quelli di riprendere a vivere una vita spezzata e totalmente diversa dalla precendente. Una vitalità che porterà Osanna ad una reazione fortissima, dove la volontà di essere fautrice del suo destino sarà la molla per la conquista di due ori paraolimpici nella disciplina della scherma. Un libro molto godibile, una storia bellissima e piena di speranza.

L’autrice
Osanna Brugnoli (Roma, 1956).
Indirizzata dall’amore per l’arte e per la cultura, si è dedicata all’approfondimento di studi artistici sfociati nella creazione di opere pittoriche e nella realizzazione di sceneggiature teatrali e cinematografiche. Disabile dall’ottobre del ’77, a seguito di un incidente stradale, ha intrapreso la carriera sportiva nel Club “Santa Lucia Sport” ottenendo importanti risultati a livello Nazionale, Mondiale e Olimpico nelle discipline della Scherma e del Tennis-tavolo.

Buona lettura e a rileggerci!

Autore: Osanna Brugnoli, prefazione Carlo Verdone, Luca Pancalli
Editoriale Fernando Folini (Le Chimere), 2010, p. 141, €. 12,00

Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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