Home Staff Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda

Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda

Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare. È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento.

Un ragazzo afgano racconta la sua vera storia, attraverso Fabio Geda.
La storia di un ragazzo che oggi vive a Torino, dopo essere stato abbandonato dalla madre all’età di dieci anni. Il padre era stato ucciso e i proprietari delle merci che gli erano state derubate, volevano vendicarsi sui figli maschi. Ed è per questo odio tra l’etnia hazara e quella dei talebani e dei pashtun che  Enaiatollah viene abbandonato dalla madre  e inizia la sua odissea. L’unica cosa che lui non dimenticherà mai, nonostante le difficoltà che incontra nel suo cammino, sono le tre promesse fatte alla madre, ossia non fare mai uso di droghe, non usare armi e non rubare.

Per sopravvivere se ne va dal Pakistan all’Iran per cercare un lavoro come operaio in un cantiere. Nel racconto si parla spesso di trafficanti di uomini, una realtà allucinante, uomini che vendono altri uomini, come se fossero merci. Dall’Iran poi andrà in Turchia,  in Grecia dove vedrà la morte con i suoi occhi, durante la traversata su un gommone. Le istituzioni gli sono sempre state ostili ma invece è stato aiutato da molte persone colpite da questo ragazzo educato, spaurito e solo. Arrivato a Torino Enaiatollah viene accolto da una famiglia che lo prende in affido ed è qui che inizia la sua seconda vita. 

Questa è  dunque la storia di un ragazzo che ora ha ventun’anni, all’incirca perché non esiste un anagrafe precisa, una storia vera e commovente che non può che farci riflettere sulle difficoltà di questi popoli sempre in lotta tra loro.

NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI. Storia vera di Enaiatollah Akbari
Fabio Geda
Baldini&Castoldi, p. 155, € 16,00

3 COMMENTS

  1. E’ una storia emozionante, dall’inizio alla fine. Bella, scritta divinamente perché pur raccontando fatti drammatici, a volte tragici, riesce a trasmettere la voglia di vivere e di sorridere del protagonista. Consiglio a tutti di leggere questa storia che fa piangere e sorridere, fa sperare e disperare; da leggere soprattutto in questo periodo di grandi flussi migratori, quando è facile (per molti) dimenticare che i migranti che approdano sulle nostre coste, sono persone come noi, spinte fin qui perché nate in paesi dove la libertà di vivere e sopravvivere non è come da noi data.

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