Tre alte finestre davano sul molo. Non contenevano altro che l’azzurro cupo del mare sfavillante, e l’azzurro più pallido, luminoso, del cielo. Il mio sguardo scorse nella profondità e nella lontananza di quelle due tinte, la macchia bianca di una grande nave, arrivata da poco e giusto intenta a gettar l’àncora nella rada esterna. Una nave proveniente da casa – dopo forse novanta giorni di navigazione. C’è qualcosa di commovente in una nave che viene dall’alto mare, e che serra le sue bianche ali per riposare
La linea d’ombra è un romanzo introspettivo, la ‘confessione’ ufficiosa del giovane protagonista della storia, primo ufficiale che – apparentemente senza alcun motivo – si licenzia dal suo incarico perché animato dalla voglia di ricercare qualcosa che anche lui non conosce… fino al momento in cui arriva “l’Occasione”, celata dietro l’inaspettata offerta del comando di una nave. Da condurre in un porto dell’Oceano Indiano.
Il suo primo comando!
L’occasione di una vita che arriva così, all’improvviso, e senza la necessaria precedente gavetta.
L’occasione che senza saperlo il nostro eroe attendeva. L’occasione di crescere, finalmente. Di fare un’esperienza da ‘uomo’, non più da ‘giovane’.
E l’esperienza si prospetta da subito molto ardua: il precedente capitano è morto pazzo nella sua cabina, sulla nave, e prima di morire ha maledetto l’intera nave, con tutto l’equipaggio.
Il nostro giovane capitano imparerà attraverso l’esperienza cosa significhi ‘crescere’, sotto ogni punto di vista, e ci racconterà durante il viaggio il suo ‘viaggio interiore’, il percorso che lo porterà ad affrontare le insicurezze, le paure, i sensi di colpa, con tutto il coraggio e la forza di volontà che sono necessarie per affrontare la vita e le prove che ci mette di fronte.
Un viaggio che ha una sola certezza da regalarci: quella che deve essere affrontato con tutta la nostra forza di volontà perché se ne possa trarre un’esperienza positiva… 🙂
LA LINEA D’OMBRA
Joseph Conrad
Mondadori (collana Oscar classici), 2004, pag. 266<
Ce l’ho in inglese, comprato e mai letto. Mi sa che è ora di iniziarlo!
Sì, credo proprio che in inglese sia ancora meglio, Siby… 😉
Poi facci sapere, eh, che ora me l’hai messo in mente e – siccome fa parte dei 1001 libri da leggere – mi è venuta voglia di provarci anche a me… 😉