Per gli appassionati del genere “Cultura”
* Teoria degli infiniti * di John Banville (Ed. Guanda, trad. di Irene Abigail Piccinini, pp. 318, euro 18,00). Una giornata d’estate nella casa di campagna dei Godley. Una villa nobiliare in declino con una fonte considerata sacra, la stazione dei treni poco lontana e la verde Irlanda tutt’intorno. E un uomo che muore, forse. È Adam, il capofamiglia, che ha passato la vita a studiare l’infinito, e ora sta facendo i conti con la propria finitezza. Colpito da un ictus, è concentrato sui ricordi in una stanza in penombra al piano alto. E davanti gli sfilano famigliari e conoscenti. Ursula, sposata in seconde nozze, con la passione per la bottiglia. Il figlio Adam, grosso e goffo, come fosse incompiuto. La bella nuora Helen, attrice di teatro. Petra, la secondogenita, in uno stato di quasi permanente incomunicabilità. Eppure queste povere creature, con le loro banali vicende, in qualcuno suscitano invidia. Dall’infinità dei mondi a casa Godley sono giunti infatti gli antichi dèi greci – le più litigiose tra le divinità – affascinati dal grande enigma che avvolge chi non è eterno e in cui vedono un possibile antidoto alla noia. Proprio a uno di loro, Ermes, John Banville affida il ruolo di voce narrante di questo pallido scorcio di storia terrena dove si incontrano uomini e numi spogliati del sacro, faceti e malandrini, a immagine degli esseri umani. Con beffarda ironia e con il suo stile raffinato, lo scrittore porta in scena l’eterno dilemma sul senso della vita e della morte, in cui tutti, personaggi e lettori, siamo comparse.
Per tutti
* L’evoluzione di Bruno Littlemore * di Benjamin Hale (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Lorenza Di Lella e Sonia Scognamiglio, euro 21,00, pp. 552). Bruno Littlemore, detenuto per omicidio, decide di dettare le proprie memorie per ammonire e dilettare i posteri. Si capisce subito che è un individuo bizzarro e narciso, un pittore di una certa fama e un attore shakespeariano dilettante, con un’impressionante padronanza linguistica, qualche goffaggine e una buona dose di ironia. E si capisce che la sua vicenda è stata segnata dall’amore per una donna, Lydia, che lo ha accudito in momenti difficili, una donna con cui ha condiviso un raro tragitto, oramai tragicamente concluso. Quel che si capisce più tardi è che Bruno è – o dovremmo dire è stato? – una scimmia. Proprio così, uno scimpanzé d’intelligenza umana, uno scimpanzé che si è fatto uomo, si è innamorato a prima vista della zoologa che ne aveva scoperto l’eccezionale talento e ne è stato riamato, ha scoperto l’arte e la musica, il teatro e la letteratura, ha viaggiato per l’America con la sua compagna, si è sottoposto a chirurgia per attenuare le sue fattezze, ha vissuto nella sua esistenza unica una forma abbreviata d’evoluzione. E tuttavia gli sarà sempre impossibile essere uomo, come oramai tornare ad esser scimmia.
Per gli appassionati del genere “Avventura”
* Alba di fuoco * di Clive Cussler e Dirk Cussler (Ed. Longanesi, trad. di Seba Pezzani, pp. 512, euro 19,60). Le affascinanti profondità marine celano tesori e misteri meravigliosi e inimmaginabili, che sfidano il tempo e la memoria. Nessuno lo sa meglio di Dirk Pitt, direttore della Numa, e del suo braccio destro Al Giordino, che al mare hanno dedicato la vita e la professione. Ma questa volta c’è un inspiegabile filo rosso che lega una galera romana affondata nel Mediterraneo da un attacco di pirati nel 327 a.C. e una nave da guerra britannica, misteriosamente scomparsa nel 1916 al largo delle isole Orcadi. Un filo rosso di sangue che porta fino ai giorni nostri, a una serie di violenti attentati a danno di moschee al Cairo e a Istanbul, che rischiano di far precipitare la situazione già molto tesa del Medio Oriente. A chi appartiene la mano omicida che muove le fila di questo terribile disegno di morte? Soltanto Dirk Pitt può venirne a capo, aiutato dai suoi figli Dirk jr e Summer, in un’avventura senza respiro che li porterà dai vicoli di Gerusalemme ai castelli della campagna inglese, allo splendido palazzo del Topkapi, in fuga da un’oscura e terribile organizzazione capeggiata da un criminale sadico che cova un folle sogno di grandezza. Fino a una scoperta sensazionale, che potrebbe rimettere in discussione la Storia e le sue verità. Ma il prezzo da pagare per gli eroi della Numa sarà molto alto.
* La via d’oro * di James Rollins (Ed. Nord, trad. di Giuliana Traverso/Grandi & Associati, pp. 422, euro 19,60). Il professor Henry Conklin ha atteso questo momento per tutta la vita. Nel corso di alcuni scavi archeologici sulle Ande peruviane, ha portato alla luce una mummia perfettamente conservata, che potrebbe finalmente confermare la sua rivoluzionaria teoria: l’esistenza di un’avanzata civiltà indigena precedente agli inca. Dopo aver lasciato la direzione dei lavori al nipote Sam, Conklin torna subito negli Stati Uniti per effettuare le analisi di laboratorio, che tuttavia danno risultati sorprendenti: la mummia appartiene a un missionario spagnolo vissuto nel XVI secolo e, all’interno del cranio, è presente una sostanza simile all’oro, ma dalla composizione chimica sconosciuta e dalle proprietà sconcertanti. Nel frattempo, in Perù, Sam e la sua squadra proseguono l’esplorazione del sito precolombiano e trovano un passaggio segreto, che conduce a una necropoli scavata nella montagna. Sebbene quel luogo sia rimasto sigillato per centinaia d’anni, ben presto gli archeologi avvertono una presenza inquietante, come se qualcuno (o qualcosa) si aggirasse nei cunicoli labirintici del complesso funerario. Poi lo vedono: un sentiero che luccica nell’oscurità, quasi fosse rivestito d’oro. E da quel momento diventano la preda di un nemico spietato e astuto, deciso a eliminarli a uno a uno pur di custodire il suo preziosissimo segreto.
Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”
* Incubus Dreams * di Laurell K. Hamilton (Ed. Nord, trad. di Alessandro Zabini, pp. 822, euro 19,60). Anita Blake vorrebbe assistere in pace alle nozze dell’amico e collega Larry Kirkland. Ma, per una cacciatrice di vampiri che collabora col Preternatural Investigation Team – l’agenzia che indaga sui delitti commessi dalle creature della notte -, è impossibile godersi anche un solo giorno di meritato riposo: una giovane spogliarellista è stata trovata morta nel vicolo di fronte al locale in cui lavorava, quindi Anita è costretta a lasciare la cerimonia per raggiungere la scena del crimine. Perché il cadavere, oltre a essere completamente dissanguato, presenta anche i segni di numerosi morsi di vampiri. Mentre il detective incaricato del caso punta subito il dito contro i seguaci di Jean-Claude, Master della Città nonché amante di Anita, la Sterminatrice si convince che l’omicidio sia opera di rinnegati, cioè di vampiri che si sono ribellati ai propri padroni. Determinata a scagionare Jean-Claude, Anita si lancia a capofitto nelle indagini, che ben presto le rivelano una verità di gran lunga peggiore dei suoi più cupi sospetti: qualcuno infatti sta tramando per eliminare il Master e diventare così il nuovo capo dei vampiri di St. Louis.
* La commissario non ama la poesia * di Georges Flipo (Ed. Ponte alle Grazie, trad. di Francesco Bruno, euro 16,80, pp. 268). Viviane Lancier è il commissario, pardon “la” commissario, della Terza divisione della polizia giudiziaria di Parigi. Prossima ai quarant’anni, reduce dall’ennesimo naufragio sentimentale e afflitta da qualche chilo di troppo, Viviane è tuttavia quel che si dice una donna di polso, a capo di una squadra di soli uomini, che non disdegna di strapazzare alla prima occasione. Ultimamente, poi, tende ad accanirsi sul suo nuovo tenente, Augustin Monot – un tipo fascinoso, peccato quella sua fastidiosa passione per la letteratura -, soprattutto da quando l’ha trascinata in un caso davvero indigesto: la morte di uno strano mendicante noto come Victor Hugo, trovato in possesso di un sonetto inedito di Baudelaire. Stavolta, però, la commissario dovrà ricredersi e, nonostante l’avversione per la poesia, andare al fondo del mistero che si nasconde dietro versi seminatori di morte.
Per gli appassionati dei generi “Thriller, Horror, Noir” e “Sentimenti”
* Le case degli altri * di Jodi Picoult (Ed. Corbaccio, trad. di Lucia Corradini Caspani, pp. 624, euro 19,60). Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto – spesso risolutivo – alla polizia. Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè “normale”. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli sembra una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l’insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata uccisa, sul corpo segni di violenza. Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutti i segni della sua sindrome – l’incapacità di guardare negli occhi, i suoi tic, i suoi gesti compulsivi – vengono interpretati come indizi di colpevolezza. Ma che cosa è successo davvero quel giorno?
Per gli appassionati del genere “Sentimenti”
* La teoria del caos * di Sara Boero (Ed. Salani, euro 13,00, pp. 222). Miriam e Evan hanno bisogno l’uno dell’altra. Di certo lui non è come gli altri: talvolta è insolente e arrogante, al punto da trattarla male senza motivo; altre volte l’intensità del suo amore è più di qualunque cosa Miriam desideri al mondo. E di certo è un tipo strano: vive rinchiuso nel suo appartamento, e forse nella sua testa, senza il minimo desiderio di uscirne, mentre Miriam ha una vita sua, un suo lavoro, è intelligente e affabile, e non rinuncia mai alla propria dolceamara ironia. Eppure, anche lei in qualche modo è aliena al mondo reale: vive con leggerezza, quasi che niente riesca davvero a toccarla. Evan si protegge dalla realtà perché non ha filtri, Miriam si protegge perché ne ha troppi. Una storia d’amore tra un giovane uomo e una giovane donna a cui l’amore non basta mai; due vite incomunicabili, due caratteri incompatibili, uniti da un lato oscuro che cambierà le loro vite per sempre. Uno stile abile e disinvolto per un romanzo vero, originale e sincero, che parla di una generazione nuova come soltanto una scrittrice ventenne può fare.
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Mamma acrobata cercasi * di Jacqueline Wilson (Ed. Salani, trad. di Dida Paggi, euro 15,00, pp. 322). Londra, 1876: la piccola Hetty Feather viene abbandonata dalla madre nell’Ospizio dei Trovatelli. Prima di essere rinchiusa tra quelle tristi mura, Hetty viene data in affidamento a una famiglia di campagna, con la quale potrà rimanere finché non inizia ad andare a scuola. La vita nei campi è dura, ma Hetty è contenta di aiutare il patrigno nel lavoro, e s’inventa giochi infiniti con i fratellastri Jem e Gideon. Un giorno la ragazza scappa insieme ai fratelli per andare a vedere il Grande Circo Itinerante Tanglefield’s e resta affascinata dallo spettacolo, specialmente da Madame Adeline e dai suoi cavalli ammaestrati. Hetty è sicura che prima o poi riuscirà a trovare sua madre e crede che la cavallerizza sia una potenziale candidata.
Fonte : infinitestorie.it