Per tutti
* Il nome giusto * di Sergio Garufi (Ed. Ponte alle Grazie, pp. 244, euro 16,00,). Alla vigilia del suo quarantottesimo compleanno, un milanese giace in fin di vita sull’asfalto della circonvallazione Trionfale, a Roma. Come ci è arrivato? A narrare la storia è lui stesso o meglio il suo fantasma, dalla sede del suo limbo terreno: un negozio di libri usati al cui proprietario è stato venduto l’unico bene che aveva: la sua biblioteca. Ogni volta che le figure più disparate entrano nella bottega e comprano i volumi, il protagonista ne segue i passi: l’incontro fra i testi (di Borges o Kafka, Leopardi o Foster Wallace o Céline) e i nuovi proprietari presenta sempre una coincidenza bizzarra, che gli dà la sponda per raccontare un pezzo della sua vita di spirito solitario e inconcludente, di creatura dolcissima e spacciata, capace di umorismo nella tragedia e di riflessione nella farsa. Un uomo che vagando in morte, come ha vagato in vita, alla ricerca di un senso e un’identità, conserva ancora in sé la febbrile apprensione del naufrago. Un uomo qualunque e al contempo speciale, com’è speciale e qualunque la vita di ogni lettrice e lettore: segnata dall’amore per la letteratura come chiave profonda di comprensione dell’esistenza e del mondo, dalla convinzione riposta che non siamo noi a leggere i libri, ma i libri a leggere noi.
Per gli appassionati del genere “Sentimenti”
* Pranzo di famiglia * di Renate Dorrestein (Ed. Guanda, trad. di Laura Pignatti, pp. 288, euro 17,50). Igor si sente un ragazzo fortunato: esistono almeno cento malattie diverse, ma lui non ne ha nemmeno una, e se per caso dovesse esserci un terremoto è equipaggiato con una super torcia. Di giorno monta roulotte in una cooperativa sociale, di sera torna a casa dove lo aspettano le torte meravigliose di sua nonna, il divano con il plaid e il telecomando. E non tutti hanno una nonna giovane come Nettie, con una coda di cavallo nera come l’inchiostro, jeans attillati e stivaletti con i tacchi a spillo. La madre di Igor è scomparsa dalla loro vita tanti anni fa, troppo immatura per prendersi cura di un figlio che non è proprio come tutti gli altri. Nettie, con un passato da hippie e ragazza madre a sua volta, ha cresciuto da sola quel nipote difficile, e gli ha insegnato che a essere normali sono capaci tutti, ma “essere diversi, quella sì che è un’arte”. Tutto cambia quando Igor conosce Lisa, una ragazza con i capelli verdi che vende il giornalino dei senzatetto davanti a un supermercato.
Per gli appassionati del genere “Ragazzi”
* Maximum Ride. Fang * di James Patterson (Ed. Nord, trad. di Alessandro Zabini, pp. 304, euro 16,60). Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono stati le cavie di un esperimento genetico che ha mutato per sempre il loro DNA, rendendoli al novantotto per cento umani e al due per cento uccelli. Fuggiti dal laboratorio in cui sono cresciuti, e costantemente braccati dai loro stessi creatori, i ragazzi sono costretti a combattere non soltanto per se stessi, ma anche per la salvezza del mondo intero. Max è abituata a stare costantemente all’erta, pronta a radunare lo stormo e a volare via al minimo segnale di pericolo. Tuttavia persino lei è paralizzata dalla paura quando la piccola Angel, la più dotata del gruppo, ha un’agghiacciante premonizione: Fang sarà il primo di loro a morire. Confusa e sconvolta, Max non può nemmeno immaginare una vita senza di lui: Fang è il suo braccio destro, il suo migliore amico, la sua anima gemella. Nel disperato tentativo di proteggerlo, quindi, è costretta per qualche tempo ad abbandonare lo stormo che, istigato da Angel, inizia a mettere in dubbio il suo ruolo di capo. E tutto ciò accade proprio mentre i ragazzi devono affrontare una nuova, spaventosa minaccia. Il dottor Hans, proprietario di un avanzatissimo laboratorio di ricerca, ha infatti una terribile sorpresa in serbo per loro: Dylan, un quindicenne alato creato con l’unico scopo di diventare il consorte di Max. E, per realizzare il piano, Fang deve essere eliminato.