Dopo aver sentito parlare per mesi de “Il ruggito della mamma Tigre”, mi sono decisa a leggerlo.
Amy Chua è una madre cinese molto rigida, come vuole la sua cultura e secondo il mio modesto parere anche troppo. Un tempo anche da noi la disciplina era più rigida, oggi si lasci correre più spesso e si arriva a dei compromessi con i figli. Quando ho letto alcuni paragrafi al mio primogenito che mi ritiene molto severa paragonata alle mamme dei suoi compagni, è inorridito e si è ricreduto su di me.
Secondo “la mamma tigre” per proteggere i figli bisogna spronarli a puntare alto in modo da renderli sicuri di sé e non rassicurarli sempre, ed è così che lei cerca di crescere le sue figlie, Sophia e Lulu.
Nega alle figlie la tv, i videogiochi, il computer, le uscite con gli amici, di partecipare a una recita scolastica, di andare da amici a dormire, di prendere un voto inferiore a 10. Ritiene fondamentale che le figlie studino uno strumento musicale per molte ore al giorno ed entrambe sono bravissime a scuola.
Per quanto concerne i videogiochi e simili sono convinta che negarli non serva a nulla, però penso bisogna regolamentarne l’uso e su questo sono sempre stata abbastanza rigida. La tv non deve mai essere una baby-sitter.
I problemi arrivano quando le ragazzine entrano nell’adolescenza, soprattutto con la piccola, ribelle e determinata per natura, e sarà allora che inizieranno i vari interrogativi e che la mamma dovrà rivedere le sue posizioni.
Concludo consigliandovi la lettura di questo libro per conoscere modi di pensare e culture diverse, ma ricordando che l’equilibro sta sempre nel mezzo.
IL RUGGITO DELLA MAMMA TIGRE
Autore : Amy Chua
Sperling & Kupfer,2011 p. 241, € 18,00
Mi ispira Angela …
Secondo me è da leggere, perchè è un modo di conoscere una cultura lontana anni luce da noi, leggendolo mi sono sentita una mamma buona, visto che i miei figli dicono spesso che sono severa…se lo leggi poi mi dice che te ne è parso…
Provo a cercarlo in biblioteca appena riapre 🙂
Mi pare di aver già letto di questa mamma tigre. Forse in un articolo in cui parlava di come avesse imposto alla figlia di riuscire a eseguire un brano al piano, nonostante la figlia non volesse.
Io credo che ci siano regole che debbano essere date, e che tutto vada regolato. Se poi mi parli di videogiochi, sembra ci siano mamme italiane che non sanno che si possono spegnere anche se il pargolo non è d’accordo… Ma quando è troppo è troppo. Una madre così forte decide tutto per le figlie. Che, per esempio, DEVONO fare musica. A che pro? Per renderle più forti e sicure? Mi chiedo come si faccia a diventare forti quando hai una madre che ti prevarica su tutto, decide su tutto e ti impone tutto… se non riesci a diventare più forte di lei e urlarle no soccombi e basta! E quando lei si farà da parte? Quanto si sentiranno perse senza la figura forte di chi decide tutto per loro?
Mah. Però hai ragione, da leggere per capire e imparare. E magari, appunto, da leggere ai figli per farsi apprezzare! 😀
[…] Non mi interessa aumentare il livello delle performances dei miei figli ma soddisfare il loro vitale desiderio di fantasia e di eccezionalità nella lettura e nel gioco, in cui crescono nel bisogno di conoscere se stessi e la realtà che li circonda . Non penso che l’unica alternativa all’ipocrita mediocrità che non interessa a nessuno e ad un’educazione “figliocentrica” e permissiva in cui si lasciano magari i bimbi per ore davanti a TV e videogiochi, sia “Il ruggito della mamma tigre” che mi ha piuttosto terrorizzata! http://zebuk.it/2011/08/il-ruggito-della-mamma-tigre-amy-chua/ […]