Vuoto d’amore, Alda Merini

Il pastrano
Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
era un pastrano di lana buona
un pettinato leggero
un pastrano di molte fatture
vissuto e rivoltato mille volte
era il disegno del nostro babbo
la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
Appeso a un cappio o al portabiti
assumeva un’aria sconfitta:
traverso quell’antico pastrano ho conosciuto i segreti di mio padre
vivendolo così, nell’ombra.

Di sicuro questa non è la poesia più famosa tratta da questa antologia di poesie di Alda Merini.
Leggerla per la prima volta, però, è stato come veder materializzare quel pastrano di fronte a me, quel babbo assorto e felice, quella sagoma rassicurante; è stato rivivere il rapporto tra una figlia e suo padre, a volte così complicato e pieno di conflitti; è stato sentire la nostalgia di qualcosa ormai passato, ma anche vivere la serenità di un’immagine così semplice e consueta: anche un cappotto, in fondo, può darci tante emozioni diverse.

Ed è questo che mi piace di Alda Merini: il fatto che riesca a dare (o almeno, ci riesce col mio animo), con poche semplici parole, un marea di sensazioni ed emozioni. Se poi uno va oltre, inizia a leggere della sua vita, indaga tra le pagine che ha scritto… allora… ma questa è un’altra storia e la scopriremo al momento giusto! 🙂

Vuoto d’amore
Alda Merini
Einaudi (collana Collezione di poesia), 1991, 140 pag., € 11,90
ISBN: 978-8806122294

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