Erano decisamente in anticipo. In piedi in mezzo a un cumulo di valigie, borsoni e pacchi, un occhio all’orologio della torre di pietra ocra e i sensi tesi a cogliere il rombo distante di un motore, l’odore del carbone che bruciava. la fuliggine e il calore che annucciassero l’arrivo in Trinity Street del treno per Londra, May Smith guardava il marciapiede che iniziava a riempirsi di viaggiatori. Alcuni avevano delle cartelle, altri semplici pacchetti: erano tutti intenti alle proprie cose. Osservò suo marito, con indosso il cappotto di tweed migliore che possedeva, di seconda mano, e il cappello di feltro, e con in braccio Ellen, infagottata nel cappottino e nella cuffietta nuovi e avvolta in unoo sicalle, per proteggerla dalla fredda brezza proveniente dalla brughiera che si incanalava lungo il marciapiede, gli occhi splancati in un’espressione d diffidenza nei confronti della confusione che li circondava.
Note sul libro
È il 10 aprile 1912 quando May Smith si imbarca in terza classe sul Titanic, insieme con il marito Joe e la figlia Ellen, decisa a inseguire il sogno americano. In prima classe viaggia Celeste Parkes, che sta tornando negli Stati Uniti dopo una visita alla sua famiglia. Ma la notte del 15 aprile il transatlantico entra in collisione con un iceberg e il destino di tutti i viaggiatori si infrange contro una montagna di ghiaccio. In un attimo si diffonde il panico: i passeggeri della prima classe vengono tratti in salvo sulle poche scialuppe, quelli della terza non possono far altro che tuffarsi nelle gelide acque dell’Atlantico e sperare in un miracolo. May, ormai allo stremo delle forze, viene accolta a bordo di una delle imbarcazioni. La donna è disperata: crede di aver perso la figlia e il marito. Ma proprio in quei concitati minuti il capitano del Titanic, Edward Smith, le affida una neonata avvolta in una coperta. Alle prime luci dell’alba, però, May fa una terribile scoperta…
La strada in fondo al mare
Leah Fleming
Newton Compton, 2012, p. 541, €. 9.90