La gastrite di Platone è il titolo paradossale, scelto per l’edizione francese e qui mantenuto, di un libro nato come iniziale riflessione intorno ad un articolo di Umberto Eco basato sul concetto che l’unica cosa che l’intellettuale possa fare quando la casa brucia è telefonare ai pompieri. Insoddisfatto del ruolo del telefonista diligente, anzi, introducendo nel club rigidamente istituzionalizzato degli «intellettuali» la figura dello scrittore concepito come intellettuale «sporadico» e «clandestino», Tabucchi scalza causticamente una stereotipata icona che si vuole sacerdotale o manageriale, magari tollerabilmente querula, ma comunque sempre domestica ed esornativa, reclamando il diritto (e il dovere) dello scrittore di indagare con la sua scrittura sul «non dato da conoscere». E chiamando Sofri come interlocutore, e dunque scegliendo esplicitamente il «Caso Sofri» come nodo di una realtà che si vorrebbe formalmente «chiara», ma che sostanzialmente risulta oscura e inquietante, Tabucchi propone un discorso che è insieme un’urgente interrogazione e un allarme. Che, partiti dall’Italia, e dopo essere stati accolti dalla Francia, a noi rimbalzano (Sellerio)
Un articolo di Umberto Eco è la causa scatenante di questo discorso di Tabucchi sopra l’intellighenzia e l’esistenza di filosofi e scrittori. Il primo si esprime in modo elitario, sostenendo la necessità di isolare il lavoro dell’intellettuale al mero servizio “alto”; il secondo, con grande ironia e intelligenza, sostiene tutto il contrario, servendosi della forma epistolare e rivoglendosi ad Adriano Sofri, incarcerato dopo un processo basato sulle esternazioni di un pentito, a malapena verificate e ancora in fase di studio da parte di tanti.
Insomma: se un qualche Platone o chi per lui ha provocato una gastrite tale che perfino in Diritto soffre di stomaco, e se magari anche tu (il che mi parrebbe legittimo) sentissi un po’ di acidità al piloro, che dirti da intellettuale a intellettuale? Che tu prenda ogni mattino un cucchiamo di Magnesia Bisurata per vent’anni e vedrai che ti passa?
E’ un libro difficile questo, farcito di citazioni elevate e di nomi di pensatori illustri; Tabucchi però riesce a far passare un messaggio molto chiaro, puntando principalmente in dito contro chi si arroga il diritto di sapere la verità quando questa ancora non è chiara. Si augura l’autore che il nostro Paese, complesso e contraddittorio, non si limiti a chiamare i pompieri in caso di incendio, ma anzi si prodighi per riuscire anche a spegnerlo, anzi di più, provi a fare qualche passo per scoprire chi ha fatto divampare le fiamme.
Buona lettura!
La gastrite di Platone
Antonio Tabucchi
Sellerio, 1998,p. 104, €. 6,20
EAN 9788838914218