A testa alta, Bianca Stancanelli

…Immobile, l’omicida teneva in pugno la vittima e la pistola. Non ebbe il coraggio di parlare. E un altro mentì per lui.
“E’ una rapina” disse.
Ai suoi assassini rivolse tra parole : “Me lo aspettavo”.
Furono le ultime che pronunciò.
Sorrise, e fu l’ultimo dei suoi sorrisi.

Dei quattro, uno solo sparò. Un solo colpo. Alla nuca.

Per rabbia lo uccisero.
Per rabbia, per paura, per invidia.
Perchè dall’altare li aveva chiamati animali.
Perchè lo minacciavano, e camminava a testa alta.
Perchè in Sicilia, terra di rispetto, stava insegnando che si può dire di no.

La recensione di A testa alta, Bianca Stancanelli

Questa è la storia di  Don Giuseppe Puglisi, detto anche prete-coraggio.

Il parroco di Brancaccio, a Palermo in Sicilia, che nel 1993 fu ucciso perchè portava via i bambini dalla strada, li toglieva alla mafia, si preoccupava che andassero’ a scuola. Gli insegnava a giocare con la palla, a rispettare le regole e ad impegnarsi nel quotidiano.

Desidera per lo un mondo senza violenza ” i sogni colorano il buio” è una delle frasi che dice più spesso.

Fu visto come un intralcio per cosa nostra, una persona di cui liberarsi al più presto. Un sogno che per molti giovani si spense il 15 settembre del 1993, giorno del suo compleanno.

Definito un caso di solitudine perchè molte delle persone che avrebbero’  dovuto proteggerlo o aiutarlo non lo fecero.

La biografia di un prete piccolo con un cuore grande, che ha aiutato un quartiere abbandonato dallo Stato, ma che visto come un intralcio dalla mafia, perchè non aveva paura.

A testa alta
Bianca Stancanelli
Einaudi,  2003,  p. 157, € 15,00

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