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Citazione#92

Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino.
Enrico Brizzi

Sul Libro

In questo suo romanzo che parla ancora di Bologna e di amori, di amicizie, di anni di giovinezza grandi e pieni, Brizzi ferma l’attimo, quasi a chiedere una sosta di riflessione, come se i suoi ventiquattro anni si fossero raddoppiati. E nasce questo libro a due facce, esilarante e meravigliato, che supera gli itinerari di una letteratura generazionale: ecco, da un lato la storia raccontata in cui rivive un amore goffo e delicato, tra gli amici del liceo e le tribù occasionali, tra corse in Vespa e sorsi di Becks; dall’altro la situazione si radicalizza e l’autore si confessa, come volesse esorcizzare il futuro e fermare quegli anni già corsi, con le bravate adolescenziali, i viaggi poveri, le lunghe notti in cui amicizia e solitudine si ritrovano.

Fonte: ibs.it

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