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6 Libri da Oscar

Ah la Notte degli Academy Awards!
Ogni anno, nonostante l’orario assai proibitivo, mi organizzo e in qualche modo seguo la diretta (anche con un occhio solo e in semi coma).
E’ che sono un’appassionata di cinema, di storie belle, di interpretazioni indimenticabili, di fotografia memorabile, di costumi da sogno.
E quest’anno devo dire che c’era soltanto l’imbarazzo della scelta.
Ora, a prescindere dai gusti (e dagli amori cinematografici) personali, bisogna ammettere che è stata una gran bella premiazione.
Magari con qualche sorpresa.
Però bella varia.
ZeBuk, quindi, oggi vi propone uno Zeboogle da Oscar.
Eccovi i nostri 6 romanzi che hanno ispirato altrettanti film, fino a condurli a vincere almeno una statuetta.

Buona Visione….ehm…Lettura!!

6 Libri da Oscar

  • Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln, Doris Kearn Goodwin. E’ il libro che ha ispirato a Steven Spielberg “Lincoln”, interpretato da un magistrale, come sempre Daniel Day Lewis e da un Tommy Lee Jones in gran forma. Una biografia non ancora tradotta in italiano…ma, chissà che le statuette vinte non accellerino la prossima pubblicazione! (Oscar:  Miglior Attore Protagonista a Daniel Day Lewis e Miglior Scenografia). La trama: This brilliant multiple biography is centered on Lincoln’s mastery of men and how it shaped the most significant presidency in the nation’s history. Editore VIKING, Pagine 944, 14/11/2012, ISBN 9780241966082
  • I Miserabili, Victor Hugo. Il classico della letteratura francese che ha ispirato la versione cinematografica del musical, diretta da Tom Hooper, con un cast stellare: Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Helena Bohnam Carter tra gli altri (Oscar: Migliore Attrice Non Protagonista ad Anne Hathaway, Miglior Sonoro, Miglior Trucco e Acconciatura). La Trama: La riduzione dell’universo ad un solo essere, la dilatazione d’un solo essere fino a Dio: ecco l’amore. I miserabili (Les Misérables) è un’opera monumentale pubblicata nel 1862, è uno dei romanzi cardine del XIX secolo, fra i più popolari e letti della sua epoca. Narra le vicende di vari personaggi nella Parigi post Restaurazione, in un arco di tempo di circa 20 anni (dal 1815 al 1833, con alcune digressioni alle vicende della Rivoluzione francese, delle Guerre napoleoniche, con particolare riguardo alla battaglia di Waterloo, e alle vicende politiche della Monarchia di Luglio). I suoi personaggi appartengono agli strati più bassi della società, i cosiddetti “miserabili”: persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà. È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Hugo racconta i suoi personaggi a tutto tondo, rendendoli sublimi e arricchendo il racconto con digressioni di grande interesse storico, come ad esempio momenti della battaglia di Waterloo o considerazioni sulla Francia post-restaurazione. Arricchimenti che permettono al lettore di collocare meglio i personaggi nel loro specifico contesto storico-sociale.
  • Argo. Come la CIA e Hollywood hanno salvato sei ostaggi americani a Teheran, Antonio Mendez e Matt Baglio. Da questo libro Ben Affleck ha attinto a piene mani per realizzare l’omonimo film (Oscar: Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Montaggio). La trama: Il 4 novembre 1979, nel pieno della rivoluzione iraniana, centinaia di militanti danno l’assalto all’ambasciata statunitense a Teheran, prendono in ostaggio una cinquantina di membri del personale diplomatico e chiedono l’estradizione di Mohammad Reza Pahlavi, lo scià in esilio negli Stati Uniti, per poterlo processare in patria. È l’inizio di una lunga crisi internazionale, che vedrà susseguirsi strenui negoziati nonché un tentativo di liberare gli ostaggi con la forza (Operazione Eagle Claw) finito tragicamente. Al momento dell’attacco, sei appartenenti al corpo diplomatico statunitense che si trovavano nel compound dell’ambasciata riescono a fuggire per le strade della capitale e a nascondersi nell’abitazione dell’ambasciatore canadese Ken Taylor. Sono temporaneamente al sicuro, ma l’intelligence americana sa bene che se venissero scovati rischierebbero seriamente la vita. Occorre farli uscire al più presto dall’Iran. L’idea vincente per riportarli a casa verrà ad Antonio (“Tony”) Mendez, autore di questo libro ed ex agente tecnico operativo della CIA, grazie anche alle sue frequentazioni col mondo di Hollywood e alla sua grande esperienza nel campo dei travestimenti: una squadra di agenti sotto copertura cercherà di far passare i sei diplomatici per membri di una troupe cinematografica canadese in cerca di location per un fantomatico film intitolato Argo. In questo libro Mendez ripercorre tappa dopo tappa la strada c che ha portato al successo questa rocambolesca operazione di salvataggio.
  • Il lato positivo. Silver linings playbook, Matthew Quick. E siamo al romanzo che è stato portato sugli schermi dal regista David O. Russell, che ne ha curato anche la sceneggiatura (Oscar: Miglior Attrice Protagonista a Jennifer Lawrence). La Trama: Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L’inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel ‘postaccio’, la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo… Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov’è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l’ultima volta che l’ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all’imprevedibile.
  • Vita di PI, Yann Martel.Da un romanzo incredibile, un altrettanto incredibile film, generato dalla vena estremamente creativa di Ang Lee (Oscar: Miglior regia ad Ang Lee, Miglior Fotografia, Effetti Speciali, Miglior Colonna Sonora). La trama: Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell’Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell’orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stato Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.
  • Anna Karenina, Lev Tolstoj. Un grande classico, riproposto in una versione elegante da Joe Wright e interpretato da Keira Knightley e Jude Law (Oscar: Migliori costumi). La trama: “In Anna Karenina è rappresentata la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità. Accanto ad Anna e a Vronskij, che non possono essere felici insieme, vediamo come Levin e Kitty ottengono in fondo con facilità, nonostante qualche dibattito interiore, quello che è negato agli altri due: ma Kitty ha saputo dimenticare Vronskij e, rinunciando a lui, rinunciare agli ideali poetici, ricchi di fascino e di bellezza esteriore, ricchi di pregi mondani, della sua giovinezza. Rinunciando a questi ideali, Kitty scopre che la realtà usuale e consueta, lungi dall’essere meschina e squallida, è assai preziosa e bella. È questa la storia di molti personaggi di Tolstoj”. (Natalia Ginzburg).

 

 

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