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Uscite del 28/02

Per tutti

* I ponti di Bergen * di Jan Guillou (Ed. Corbaccio, trad. di Umberto Ghidoni, pp. 400, euro 16,40). Quando il padre annega nel Mare del Nord, Lauritz, Oscar e Sverre, sono costretti a lasciare il loro piccolo villaggio norvegese ancora bambini per trasferirsi in città. I tre fratelli vengono presi a bottega da un cordaio, ma il loro talento innato e una serie di fortunate coincidenze li porteranno a studiare a Dresda, beneficiando della solidarietà di un’istituzione che li manterrà agli studi e che farà di loro affermati ingegneri civili di ferrovie e ponti. Si laureano nel 1901 e, per saldare il loro debito di riconoscenza, si impegnano a tornare in Norvegia per partecipare alla costruzione della ferrovia Bergen-Oslo, un’impresa epica che testimonia l’ingresso nel secolo del progresso tecnologico. Nel frattempo Lauritz si innamora di Ingeborg, un’aristocratica tedesca ed è intenzionato a sposarla nonostante l’opposizione del padre di lei, il barone von Freital; Oscar, tradito e truffato da una donna, abbandona Dresda e Sverre, invece, lascia i fratelli per inseguire il grande amore della sua vita, sfidando la rigida morale dell’epoca. Il destino non sembra concedere ai tre fratelli di realizzare i loro sogni e le loro ambizioni, professionali e sentimentali: la guerra sta infatti per abbattersi su di loro e su tutta Europa, una tragedia che cambierà per sempre la vita di Lauritz, Oscar e Sverre e del mondo intero.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* Non è come pensi * di Sophie Hannah (Ed. Garzanti, trad. di Serena Lauzi, pp. 434, euro 18,80). Connie Bowskill sta consultando per l’ennesima volta un sito di annunci immobiliari. La villetta al numero 11 di Bentley Grove è in vendita ed è da tempo che Connie ne è ossessionata. Ha aspettato che fosse notte e che Kit, suo marito, dormisse per tornare a guardare la casa che le interessa così tanto. Ma quando clicca sul tour virtuale, le si apre davanti una scena da incubo. Nel salotto c’è una donna stesa a terra in un lago di sangue, morta. Connie è presa dal panico, corre a svegliare Kit. Ma quando anche lui arriva di fronte allo schermo, la donna non c’è più. Soltanto la moquette immacolata e le pareti appena imbiancate. Kit non crede a quello che Connie continua a ripetere, per lui non c’è e non c’è mai stato nessun cadavere. Che sua moglie sia diventata pazza? Ma Connie non si lascia scoraggiare. Telefona a una sua vecchia conoscenza, l’ispettore Simon Waterhouse, appena tornato dal viaggio di nozze. Anche Simon ritiene che si tratti di una storia inverosimile e sospetta che Connie possa essere psicologicamente instabile. Ma quando un’altra donna si presenta in commissariato affermando di aver visto la stessa scena alla medesima ora, Simon decide di occuparsi del caso. Connie non ha nessuna prova, ma sa quello che ha visto e ha capito che in qualche angolo di quella stanza si nascondono indizi che le mostreranno tutta la verità. Ma deve fare in fretta, perché molto vicino a lei c’è qualcuno che è disposto a tutto pur di farla tacere.

Per gli appassionati del genere “Sentimenti”

* Uno splendido disastro * di Jamie McGuire (Ed. Garzanti, trad. di Adria Tissoni, pp. 336, euro 16,40). Camicetta immacolata e coda di cavallo. Abby Abernathy sembra la classica ragazza timida e studiosa. Ma in realtà è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University per il primo anno di università, ha tutta l’intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una compagna diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. Dietro di sé ha una scia di adoratrici disposte a tutto per un suo bacio. C’è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli profondi di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Lei no, non ci cadrà come tutte, lei sa quello che deve fare, quel ragazzo porta solamente guai. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover condividere lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un’inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Soltanto lui è in grado di leggere fino in fondo all’anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi. Soltanto lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.

Per gli appassionati del genere “Avventura”

* L’impero perduto * di Clive Cussler e Grant Blackwood (Ed. Longanesi, trad. di Seba Pezzani, pp. 410, euro 18,60). Sam e Remi Fargo stanno trascorrendo una tranquilla vacanza a Zanzibar quando, durante una delle loro immersioni, si imbattono in uno strano oggetto: la campana di una nave appartenuta alla flotta confederata, che presenta strani segni incisi all’interno. I due cacciatori di tesori danno inizio alle ricerche sul misterioso ritrovamento, ma la loro scoperta diviene ben presto di dominio pubblico, attirando le pericolose attenzioni degli uomini al servizio di Quauhtli Garza, presidente del Messico e leader del partito ultranazionalista: la campana nasconde infatti un segreto che minaccia il suo potere assoluto. Braccati da individui senza scrupoli, i Fargo proseguono ostinati nelle indagini, mettendo a rischio la loro stessa vita. Cosa significano e da chi sono stati incisi i segni all’interno della campana? Che fine ha fatto la nave da cui proviene il reperto? Per trovare le risposte alle loro domande, seguiranno gli indizi disseminati nel diario di un esploratore dell’Ottocento, che dalla Tanzania li porteranno al Madagascar fino in Indonesia, al leggendario sito del Krakatoa, sulle tracce di un segreto sull’impero azteco in grado di riscrivere la Storia.

Per gli appassionati dei generi “Storico” e “Avventura”

* La gemma di Siena * di Marina Fiorato (Ed. Nord, trad. di Claudia Lionetti, pp. 318, euro 17,60). Siena, 1723. Il giorno del suo diciannovesimo compleanno, Pia de’ Tolomei riceve in dono un ciondolo d’oro e un marito. Il primo, ornato da un’incisione che raffigura Cleopatra, per ricordarle il suo nobile lignaggio; il secondo, per suggellare l’alleanza tra la sua famiglia e i Caprimulgo, il casato più influente di Siena. Ma per Pia è come sprofondare in un incubo: Nello Caprimulgo è un uomo meschino e violento, che renderà la sua vita un inferno in terra o peggio. Potrebbe addirittura ucciderla, proprio come ha fatto lo sposo della sua omonima antenata, cantata da Dante nel Purgatorio. Pia non ha scelta: deve fuggire. E la chiave per riuscirci è il suo maestro di equitazione, Riccardo Bruni, un giovane affascinante e gentile, cui lei si affeziona ben più di quanto sarebbe lecito. Tuttavia l’abisso sociale che la separa da Riccardo non è l’unico ostacolo ai loro piani. Nei sotterranei del palazzo dei Caprimulgo, infatti, da qualche tempo si riuniscono in gran segreto i rappresentati di alcune delle famiglie più in vista di Siena, che stanno tramando per rovesciare il governo di Violante de’ Medici. E, quando scoprono che il giorno scelto per agire è quello del prossimo Palio, Pia e Riccardo si rendono conto di essere i soli in grado di fermare la cospirazione.

* Centurio. Il potere di Roma * di John Stack (Ed. tre60, trad. di Alessandro Zabini, pp. 366, euro 9,90). Da sempre, Roma persegue con determinazione e ferocia una strategia di espansione territoriale senza precedenti. E, dopo aver conquistato l’intero territorio italiano, la Spagna e la Macedonia, è ormai inevitabile lo scontro con la grande potenza che detiene il controllo del Mediterraneo: Cartagine. Tuttavia il Senato è consapevole dell’inferiorità romana nei confronti delle invincibili navi nemiche. Per avere almeno una possibilità di vittoria, è indispensabile creare dal nulla una flotta di dimensioni tali da tener testa ai cartaginesi. Un compito titanico, che ricade sulle spalle di Septimus. Appartenente a un’antica e nobile famiglia di soldati, il centurione si è messo in luce come abile stratega e carismatico condottiero, eppure lui non sa niente di combattimenti navali. E così è costretto a servirsi di Atticus, un esperto navigatore di origini greche. Con i cartaginesi che già tengono in ostaggio alcune legioni romane stanziate sulle coste siciliane, i due comandanti dovranno quindi allestire nel più breve tempo possibile una flotta efficiente e addestrare i legionari alla guerra in mare. Ma, ben presto, si renderanno conto che, tra le file del Senato, nel cuore stesso della Repubblica, si annidano interessi e ambizioni personali che rischiano di spianare la strada al nemico.

Per gli appassionati dei generi “Avventura” e “Montagna”

* La montagna più difficile * di Ed Viesturs e David Roberts (Ed. Corbaccio, trad. di Chiara Brovelli, pp. 294, euro 19,90). “Tra tutti i quattordici ottomila scalati tra il 1989 e il 2005, quello che è stato di gran lunga più vicino a sconfiggermi è stato l’Annapurna”. Questo scrive Ed Viesturs della “Dea delle Messi”, come viene chiamato l’Annapurna, la montagna che più ha sentito come una sfida, fin da quando, ragazzo, aveva letto il celebre libro di Herzog “Annapurna, il mio primo 8000”. Per ben due volte, nel 2000 e nel 2002, Viesturs ha tentato la salita senza arrivare in vetta. Ci è riuscito soltanto nel 2005, coronando il suo sogno di scalare tutti i quattrodici Ottomila. Non è la montagna tecnicamente più difficile, ma è senz’altro la più spaventosa: non c’è una via normale, non ci sono molti punti di riferimento in parete, e ovunque ci si trovi si è esposti a un elevatissimo rischio di scariche e valanghe, per non parlare di crepacci abissali. 183 sono gli alpinisti che l’hanno scalato, ma di questi 61 sono morti: un tasso di mortalità più alto di quello del K2. In questo libro Viesturs ci spinge a condividere con gli eroici protagonisti fatiche, ansie e paure, ma anche gioia, soddisfazione e quel senso di onnipotenza che soltanto stare sul tetto del mondo può dare.

Per gli appassionati del genere “Memoir”

* Paesaggi della metropoli della morte * di Otto Dov Kulka (Ed. Guanda, trad. di Elena Loewenthal, pp. 186, euro 17,00). Lo studioso israeliano Otto Dov Kulka ha dedicato tutta la propria opera all’analisi rigorosa e impersonale dell’Olocausto e dei suoi legami con la società tedesca. Ora, a decenni di distanza, decide di spezzare il silenzio in cui ha relegato la propria esperienza di bambino deportato ad Auschwitz e di far convergere in un unico libro il dato autobiografico e quello storico, rivelando le mitologie elaborate sulla base delle proprie impressioni d’infanzia e confrontandole con la realtà dei documenti e dei resoconti altrui, e con l’immaginario comune sulla realtà dei campi di sterminio. Auschwitz è per Kulka la Metropoli della Morte, su cui domina implacabile la Legge della Morte. Ma è anche il luogo in cui, grazie agli insegnamenti dei malati ricoverati come lui in infermeria, scopre i capisaldi della cultura occidentale, in cui coglie nel cielo primaverile squarci di bellezza assoluta, in cui intona l’Inno alla gioia a poche centinaia di metri dai forni crematori, insieme al coro dei ragazzi del “campo famiglia”, l’illusoria isola di normalità creata a uso e consumo degli ispettori della Croce rossa. Ripercorrendo i frammenti del proprio mondo interiore e i luoghi reali in cui un tempo ha vissuto, Kulka fornisce un resoconto straziante e a tratti poetico di cosa significhi essere immersi nell’esperienza dei campi di sterminio, rinchiusi in un mondo dominato dalla Morte da cui è impensabile uscire, oggi come allora.

Per gli appassionati del genere “Storie vere”

* Questa notte è la mia * di Alberto Damilano (Ed. Longanesi, pp. 256, euro 14,90). A quarant’anni Andrea è un giornalista fallito che ha abbandonato da tempo ogni ambizione di vita e di carriera. La sua sembra una storia come tante: un lavoro che non lo soddisfa, una moglie che a stento gli rivolge la parola, amici pochi e probabilmente nemmeno buoni. A un certo punto però la storia cambia, perché la vita toglie, la vita dà. E talvolta per dare non ha altro modo che toglierti ogni cosa in un istante. Per Andrea, l’istante è quello in cui scopre di essere affetto da una malattia che non nomina mai, una malattia che lo priverà giorno dopo giorno di un pezzo di vita: prima i piedi, poi le mani, quindi la parola, infine il respiro. Ma è proprio allora, proprio mentre l’acqua del guado minaccia di inghiottirlo, che Andrea si renderà conto che la riva va conquistata con fatica. E che per capire gli altri bisogna abbandonare la presa su se stessi, bisogna lasciare che la vita forzi la serratura che pensiamo ci protegga e che invece ci tiene prigionieri. Sarà su una sedia a rotelle, dunque, che Andrea aiuterà Francesco, un giovane collaboratore del giornale, in una pericolosa inchiesta sugli intrecci fra politica e criminalità, e insieme tenterà di rimettersi in gioco con la donna che ha accanto. Mentre il progredire della malattia lo spingerà ad affrontare ogni giorno qualcosa di diverso e a conquistarsi, a ogni nuovo respiro concesso dalla vita, il tempo per pensare, progettare, amare.

Fonte: infinitestorie.it

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