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I film di Zebuk: Freedom Writers

Io non ho mai avuto un eroe. Lei è il mio nuovo eroe.

La recensione del film Freedom Writers

A Long Beach, in California, Erin, giovane insegnante, riceve il suo primo incarico in un liceo. Viene scelta come insegnante di lettere per l’aula 203. Un’aula da far accapponare la pelle anche al più smaliziato dei professori. Perché in quell’aula ci sono i ragazzi del primo anno, i ragazzi difficili, quelli che, si sa, abbandoneranno gli studi, non si diplomeranno, e probabilmente finiranno presto in prigione o uccisi in qualche scontro tra gang rivali.
Erin però non si lascia scoraggiare da un sistema che ignora i ragazzi credendoli incapaci di apprendere o interessarsi a qualunque argomento.
Non si lascia abbattere dall’ostilità dei suoi alunni nei confronti di un sistema gestito dai bianchi per i bianchi.
La giovane professoressa troverà il modo di scuotere le coscienze degli studenti usando la lettura e la scrittura come strumenti di comprensione e integrazione.

Erin darà loro fiducia.
Scavalcherà l’ostilità della burocrazia scolastica comprando lei stessa i libri da far leggere ai ragazzi.
Libri che in qualche modo richiamano la loro situazione, libri che sanno parlare di qualcosa vicino alla loro esperienza.
Ed ecco che la lettura de Il diario di Anne Frank diventa una sorta di epifania per questi giovani sbandati. In fondo, come dice la stessa Erin, la Gestapo è stato o no una delle più grandi gang della storia?

La lettura del diario scuote a tal punto i ragazzi che decidono di invitare nella loro scuola Miep Gies, la donna che aiutò la famiglia Frank a nascondersi.

I diari scritti dai ragazzi saranno pubblicati. Gli stessi alunni decideranno di chiamarsi The freedom Writers in omaggio a quei Freedom Riders che nel 1961 attraversarono il Sud degli Stati Uniti per protestare contro la segregazione razziale.

La mia opinione sul film Freedom Writers

Tratto da una storia vera, in Italia questo film è stato distribuito solo in dvd senza passare dal cinema, segno che non sempre nel nostro paese si sanno riconoscere i film validi da far conoscere al grande pubblico.
Ed è un peccato perché il film è bello, godibile, commovente e fa riflettere sul sistema scolastico e sull’integrazione. I ragazzi dell’aula 203 sono trattati dal sistema come dei ragazzi poco svegli: troppo stupidi per poter avere un insegnante qualificato, troppo stupidi per poter apprendere e usufruire dei mezzi messi a disposizione dalla scuola. Non possono prendere in prestito i libri dalla biblioteca per esempio, ma solo avere versioni ridotte per bambini di scuola elementare.
Ovvio che poi i ragazzi, per la maggior parte ispanici, neri, cambogiani, si sentano ghettizzati da un ambiente che non li ama.
In più la situazione familiare è spesso problematica: alcuni vivono per strada, altri sono già stati in riformatorio o fanno parte di gang che si ammazzano per sconfinamenti territoriali.
Come parlare loro? Come interessarli a qualcosa che reputano lontano dal loro mondo e dai loro problemi?

Erin dona a quei giovani un motivo per andare a scuola, cosa che nessuno prima era stato in grado di fare.
Fa capire loro che, anche se con una storia diversa alle spalle o con una pelle più chiara o più scura, la loro vita non è dissimile da quella degli altri. L’alunno nero può riscontrare le stesse esperienze in quello cambogiano o messicano.

Una storia bella e ben raccontata che vale la pena di vedere.
Una storia che racconta il potere dei libri: libri che aprono la mente, fanno riflettere e offrono sprazzi di luce su storie che, chiusi nel nostro piccolo enclave quotidiano, i ragazzi continuerebbero ad ignorare in eterno.

Il progetto Freedom Writers continua anche oggi a distanza di anni.
Moltissimi sono i ragazzi che grazie all’aula 203 si sono diplomati e sono andati al college.
Per saperne di più sul progetto potete leggere qui http://www.freedomwritersfoundation.org/

 

Titolo originale : Freedom Writers, Genere: Drammatico, Regia : Richard LaGravenese, Cast : Hilary Swank, Patrick Dempsey, Imelda Staunton, Scott Glenn, April Lee Hernandez, Durata 123 min.

 

 

 

 

 

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