Home Staff Il Club Dumas (o l’ombra di Richelieu), Arturo Pérez-Reverte

Il Club Dumas (o l’ombra di Richelieu), Arturo Pérez-Reverte

La ragazza guardava l’acqua torbida del fiume come se trascinasse ricordi. Corso la vide sorridere mentre rifletteva, assente. «Non ho mai conosciuto un Dio imparziale. Né un diavolo.» Si voltò inaspettatamente verso di lui; i suoi pensieri precedenti sembrava fossero spariti insieme alla corrente. «Credi nel diavolo, Corso?» La guardò con attenzione, ma il fiume aveva trascinato via anche le immagini che alcuni secondi prima avevano popolato quegli occhi. Ormai c’era solo verde liquido, e luce.
«Credo nella stupidità e nell’ignoranza» sorrise alla ragazza con aria stanca «e credo che la coltellata migliore sia quella che si dà qui, vedi?» Indicò il proprio inguine. «Nella femorale. Mentre si abbraccia la vittima.»
«Che cosa temi, Corso? Che ti abbracci?…Che il cielo ti cada in testa?…»

Lucas Corso di mestiere fa il mercenario.
Ma si occupa di libri.
E’, infatti una sorta di scovatore di libri e manoscritti antichi, preziosi, per i quali i suoi ricchissimi clienti farebbero carte false.
E lui, da bravo segugio letterario, ogni volta parte all’avventura e torna vincitore.
Ma arriva il giorno in cui le cose sembrano complicarsi più del previsto.
Viene incaricato di verificare l’autenticità di un capitolo manoscritto de I tre moschettieri. E poi dovrà decifrare l’enigma nascosto tra le pagine de Il Libro delle Nove Porte del Regno delle Ombre, un testo messo al Rogo nel 1667 insieme al suo autore perchè si pensava servisse ad invocare il Diavolo.
Per sciogliere l’inquietante enigma Corso deve “leggere” le nove incisioni contenute nel libro e seguire le tracce.
Indizi che lo condurranno in giro tra Toledo e il quartiere latino di Parigi.
E il mistero si infittisce ancora di più quando i due libri, apparentemente distanti tra loro, iniziano ad intrecciare le loro sorti in un modo che ha del soprannaturale…

Si può far dire qualsiasi cosa a un testo, soprattutto se è antico e se è stato scritto in modo ambiguo.

Il club Dumas è stato il primo libro di Arturo Pérez-Reverte che ho letto.
Il primo di molti.
Apprezzo molto il suo modo di scrivere e dare azione e ritmo alla vicenda.
Il Club Dumas, in particolare, è un mix tra thriller, romanzo “esoterico”.
Inquietante quanto basta, pieno zeppo di libri e librerie.
E anche di misteri.

Da questo romanzo Roman Polanski ha tratto il film La Nona Porta, interpretato da Johnny Depp nella parte di Corso (che nel film prende il nome di Dean).
Non so se può servire ma ho decisamente preferito il finale del libro a quello del film (con buona pace di Johnny Depp!).

E ciascuno ha il diavolo che si merita.

Il club Dumas (o L’ombra di Richelieu)
Arturo Pérez-Reverte
Il Saggiatore Tascabili, 2009, 382 pag., € 8,08
ISBN 978-8856501483

3 COMMENTS

  1. L’ho letto molti anni fa sull’onda di critiche entusiastiche di un gruppo di amiche conosciute in un forum, e non mi aveva convinta , forse non era il momento

    • Diciamo che l’idea di base del romanzo è intrigante.
      Il finale, magari, poteva essere un filo studiato meglio, quello si.
      Polanski è riuscito nell’impresa di imbruttire ancora di più il finale…
      Nel complesso è un buon romanzo…non è un capolavoro ma si può leggere, via 🙂

      • ma si infatti l’ho letto con piacere ma c’era qualcosa che non mi convinceva , ora non ricordo cosa però , sono o non sono stordita 😉

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