
“Vive rassegnato, a testa bassa, metabolizzando la sfortuna, convinto di essere segnato dalla nascita, senza rendersi conto che il magnete funziona anche alla rovescia, attrae la malasorte, ma anche la fortuna. E che a far la differenza non puoi che essere tu. Perché a tutti nella vita viene data una chance. Anche a me l’ha data. E se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque”
Manuel ha solo cinque anni ma ha già avuto modo di capire quanto cattiva può essere la natura umana. Dopo la morte della mamma viene cresciuto e educato dal suo “abuelito”…a suon di cinghiate. E un bimbo invisibile che vive ignorato da tutti, solo nel bosco ritrova la gioia di vivere, solo dalle piante si sente amato e protetto. Con il coraggio e l’incoscienza tipica dei bambini scappa di casa e riesce a sopravvivere, completamente solo, nel bosco, ai margini di Sant’Elena, suo paese natio. Solo dopo due anni il suo abuelito chiama i Carabineros e, a loro, lo consegna dandogli la possibilità di riscattare la sua giovane vita.
Una storia vera che ti entra nelle viscere, ti tocca il cuore, un inno alla magnanimità della natura e alla voglia di vivere di un bambino di soli cinque anni. Durante tutta la lettura non ho fatto che chiedermi come fosse possibile che un bambino cosi piccolo potesse sopravvivere a tanta cattiveria e a tanta solitudine…eppure Manuel ce la fa.
“Accettare e lasciare fluire, questo è il segreto”
La scrittura è scorrevole nonostante la “pesantezza” della storia raccontata, le descrizioni del bosco e di Sant’Elena sono talmente dettagliate da darti l’impressione di esser li, di essere insieme a Manuel.
Chi, come me, ama leggere storie di vita vera non può non avere questo libro nella sua libreria.
Il bambino invisibile
Marcello Foa
Piemme, 2012, p. 277, €. 16,50
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Foto: meteoweb.eu