Un evento ogni 4 minuti, nei 4 giorni di programmazione. Più di 200mila persone presenti. Incontri con grandi autori, mostre, presentazioni, proiezioni, tornei di gioco, musica e cosplayer, anteprime e spettacoli.
Impossibile riuscire a vedere tutto.
Impossibile riuscire a partecipare a tutto quello che ci ha incuriosite, in questa edizione del Lucca Comics and Games 2013.
E allora parleremo di quello che abbiamo visto. E di chi abbiamo incontrato. Anche con l’aiuto dei nostri sottoscrittori, che si sono aggirati per gli stand e per le vie della città armati di macchina fotografica e taccuino per gli appunti.
Questo è solo il primo capitolo del nostro racconto… 😉
Il tema “Questione di stile” l’ha fatta da padrone durante la manifestazione: tanti sono stati gli approfondimenti su moda e stile, per i quali le mostre di Palazzo Ducale hanno indicato i modelli da cui prendere i giusti insegnamenti. E poi lo speciale dedicato a Salvatore Ferragamo, con le tavole a fumetti che raccontano la sua storia, firmate da Frank Espinosa. E le illustrazioni per un famoso gioco di ruolo italiano, Dragonero, sotto la direzione artistica di un Luca Enoch che noi di Zebuk abbiamo conosciuto quasi un anno fa…
Ma veniamo alla mostra di Palazzo Ducale, cornice magica e lussuosa: raccolte nelle sale di uno dei palazzi più importanti di Lucca, le firme più importanti dell’illustrazione, dei fumetti, della grafica digitale e del graphic journalism. Nell’ordine:
- Dress Code – Le magnifiche 7 del fumetto mondiale
- Giulio De Vita – Un italiano alla corte di Thorgal
- Hermann – Un maestro dal Belgio
- Sulle tracce di Guy Delisle
- Beatrice Alemagna, illustr-autrice
- Stephan Martinière – L’immaginazione senza confini
- Terry Moore – Women’s power
Per ognuna di queste mostre ci sarebbero da spendere mille parole. Noi non lo faremo, limitandoci a raccontarvi quello che più ci ha toccato da vicino, vuoi perché più noto ai non addetti ai lavori, vuoi perché i temi trattati ci sono sembrati degni di essere approfonditi…
Dress Code – Le magnifiche 7 del fumetto mondiale
Con le immagini rubate alla mostra, gli abbinamenti abito-personaggio-accessori. Da Valentina a Wonder Woman, ognuna delle sette eroine scelte per questa mostra è stata dotata di un abito ‘da tutti i giorni’, con tanto di accessori del caso.
Come veste Wonder Woman quando non è in missione? E la Donna Invisibile, quando è stanca della tuta dei Fantastici Quattro?
E Valentina, la mitica fotografa di Guido Crepax (la mia preferita tra queste sette, aggiungo io)?
La bellezza singolare di queste donne, la loro forte personalità e lo stile inconfondibile – tanto che basta un solo dettaglio per riconoscere il personaggio che rappresentano – è stata espressa perfettamente nella sala a loro dedicata, tra immagini extra large e luci ad hoc. Gli abiti raffinati, i gioielli studiati, le parole – poche ma buone. Persone che si aggiravano tra le teche e i manichini con la curiosità tutta femminile di riconoscere il personaggio meno noto alla luce del ritratto che ne era stato fatto per mezzo di quei pochi oggetti, abiti e accessori, che fossero. Oggetti che – volenti o nolenti – segnano il nostro personale stile. L’abito fa il monaco. O, per lo meno, ne racconta lo stile.
Sulle tracce di Guy Delisle
Non lo conoscevo per niente, Guy Delisle. Ma da quando ho visto le prime immagini, le sue illustrazioni-reportage su Pyongyang, capitale della Corea del Nord – dove il giornalista si trovò a passare due mesi per lavoro nel 2003 -, sono rimasta incantata e ho cominciato a cercare notizie ed approfondimenti sul graphic journalism. Magari ne riparliamo insieme, che dite?
Viste della città ingabbiate da grate (apribili, perché forse è ancora possibile fare qualcosa…), un forte senso di oppressione, un bel po’ d’ansia ad effetto ed un linguaggio ‘grottesco’, per questa sala, davvero ben studiata per quello che doveva raccontare: la dittatura da incubo nella Corea del Nord.
Beatrice Alemagna – illustr-autrice
Poesia, dal primo tratto che vedi in poi. Beatrice Alemagna è una delle più importanti illustratrici per ragazzi e non a caso: ogni immagine, ogni foto di questa mostra ce lo racconta. I suoi disegni arrivano dritti al nostro cuore-bambino, delicati, teneri ma non per forza sdolcinati. Fatti di materiali diversi, di segni, tratti, di “pezzi di cose”. Nella mostra dedicatale da Lucca Comics si è vista una rassegna delle sue principali pubblicazioni italiane e internazionali dal 2006 ad oggi: chi non la conosceva ha avuto modo di capire la sua evoluzione, chi già la apprezzava ha toccato con mano.
Volti di bimbi, “Gigantesche Piccole Cose” che girottolavano incantati di fronte ai suoi disegni col naso all’insù:
“Un bambino è una persona piccola, con piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo con idee piccole.”
Colpiti e affondati, noi di Zebuk. E presto vi racconteremo di più sul fascino di questa illustr-autrice!
Stephan Martinière – L’immaginazione senza confini
Entro e quest’immagine mi spiega il significato di questa mostra: Stephan Martinière è un illustratore e le sue parole sono il modo migliore per capire quali sono le sue intenzioni nel mondo della grafica digitale applicata ai film di fantascienza ed ai videogiochi. Il Quinto Elemento, Dragonhearth, Io, Robot: vi dicono nulla questi titoli? be’, c’è di mezzo anche lui…
Camminando nella sala la realtà di queste immagini si fa sempre più credibile, proprio come scrive l’autore nella presentazione alla mostra. Coerenza ed eleganza, sì. Da personaggi come lui c’è davvero tanto da imparare…
