
Ma io darei mezzo mondo, per poter vagabondare con lui, per poter vagabondare con lui…
Gianni decide di regalare a Tesoro, per Natale, un cucciolo di cocker dai grandi occhi castani.
Il suo nome è Lilli.
In breve la cagnetta diventa la padrona di casa.
Gianni e Tesoro la adorano e quando Lilli compie sei mesi le mettono la medaglietta al collo, uno dei più grandi onori che possa mai toccare a un cane, come tengono a sottolineare gli amici di Lilli, Whisky il terrier scozzese e Fido, un cane da caccia che ha purtroppo perso l’odorato.
Le novità non sono finite però.
Gianni e Tesoro sono in attesa di un bambino!
Lilli non ne ha mai visto uno e chiede ai suoi amici delle spiegazioni perché Gianni e Tesoro hanno iniziato a comportarsi in modo strano.
Proprio mentre i due tentano di spiegare alla cagnetta che l’arrivo di un bebè non cambierà l’amore che Gianni e Tesoro hanno per lei arriva Biagio, un randagio spuntato da chissà dove, che invece parla con schiettezza a Lilli dell’egoismo degli essere umani che prima prendono un cane e poi, quando hanno un bambino, buttano il cane fuori di casa abbandonandolo al suo destino.
Il bebè finalmente nasce e arriva in casa zia Sara con i suoi tremendi gatti siamesi.
Gatti antipatici e infidi che metteranno a soqquadro la casa facendo incolpare la povera Lilli che decide di scappare.
Nella sua fuga incontra Biagio che la porterà a vedere il mondo e a godersi la vita del randagio che può andare dove vuole e avere solo il meglio dalla vita.
Lilli viene però catturata dall’accalappiacani e riportata a casa.
In un crescendo di avventure Lilli capirà che Gianni e Tesoro le vogliono bene come il primo giorno e Biagio troverà una famiglia che lo ama e rinuncerà alla vita da randagio per amore di Lilli.
Tratto da un racconto di Ward Green, Lilli e il vagabondo è un lungometraggio del 1955.
Un film divertentissimo grazie ai tanti personaggi che si incontrano nella storia.
L’altezzoso Whisky, burbero dal cuore d’oro, i terribili gatti siamesi, l’intrepido castoro dalla S sibilante e la canterina Gilda, ex fiamma di Biagio.
Lilli e il vagabondo è un film per tutta la famiglia, un film perfetto per i più piccoli perchè la musica e le canzoni la fanno da padrone e perchè i bambini ameranno tutti gli animali presenti nel lungometraggio.
E’ un film che piace perché romantico, dolce, divertente, poetico.
Un film indimenticabile che però contiene anche dei messaggi importanti e più adulti.
La storia fa riflettere sulla crudeltà dell’essere umano che non si fa problemi ad abbandonare i cani sapendo che finiranno al canile
Canili che certo non offrono una vita confortevole.
Ecco, Lilli e il vagabondo ci ricorda che un cane non è un giocattolo ma un essere vivente e pensante, con dei sentimenti. Un cane nel momento in cui entra in una famiglia ne diventa membro effettivo: voi buttereste per strada vostro figlio una volta cresciuto e diventato ingombrante? Credo proprio di no.
Un cane, un gatto, qualunque animale si scelga come parte della propria vita è un impegno che ci prendiamo, un impegno per la vita.
Ricordiamocelo sempre.
Ricordiamocelo soprattutto a Natale quando un cucciolo sembra il regalo perfetto.
Qualche curiosità:
Lilli e il vagabondo è il quindicesimo lungometraggio Disney.
Nel 1997 la pellicola riproposta al pubblico italiano con un nuovo doppiaggio con Claudio Amendola nel ruolo di Biagio e Margherita Buy in quello di Lilli. Doppiaggio ignobile a dir poco, talmente criticato che la versione fu ritirata.
Ora il film, restaurato nel video e nell’audio, è riproposto col meraviglioso doppiaggio originale.
Il film ha avuto un seguito dove si narrano le avventure del figlio di Lilli e Biagio: Lilli e il vagabondo Il cucciolo ribelle.
Foto: balbonivideo.com