
Non so se è vero che dovrei vergognarmi di quello che faccio. Non so se è vero che non ho – o non ho più – la minima idea di cosa sia la realtà, come mi è stato spesso rimproverato; mi hanno chiamata “mercante di sogni” e può essere indifferentemente un complimento o il peggiore degli insulti. Agli occhi dei miei clienti sono qualcuno che consolo e cura oppure qualcuno che vende la più tossica delle droghe. Ma la vita mi ha insegnato che non vi è nulla di meno reale di ciò che chiamiamo realtà, e che una morte, un tradimento, una sofferenza cessano di esistere nell’istante stesso in cui riesci a distrartene.
Delphine ha aperto un’agenzia dove chiunque può trovare tutto ciò che desidera.
E non si parla solo della vacanza dei sogni o del tavolino perfetto davanti al divano.
Delphine davvero dà a tutti l’illusione di poter avere tutto.
Anche se spesso i modi che Delphine ha di attuare i sogni della sua clientela sfiorano l’illegalità.
A Delphine però non importa nulla: orfana, con una vita difficile alle spalle ha un solo motore nella vita, i soldi.
Non ha fatto i conti però con l’amore che arriva proprio all’improvviso e ribalta la sua visione cinica e meschina della vita.
Un libro strano questo, particolare.
Un personaggio, Delphine, poco piacevole ma comunque accattivante per il lettore.
Perché Delphine è una che sa quello che vuole e non si maschera dietro ad innocenti bugie o sentimentalismi.
E’ cinica, spregiudicata ma allo stesso tempo è una persona che fa tutto per aiutare gli altri.
Peggiori di lei i suoi clienti che non si fermano né davanti alla morale né davanti agli affetti più cari.
E alla fine viene da chiedersi se la cattiva sia davvero Delphine o se non sia vittima della sua visione distorta della vita.
Un romanzo interessante, migliore la prima parte rispetto ad un finale un po’ debole, che si fa leggere e che dà da pensare.
Dove ci spingeremmo per avere ciò che più desideriamo?
Buona lettura.
L’agenzia dei desideri
Dominique Mainard
Bompiani, 2010, p. 255, €. 17,50