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Nuovo dizionario delle cose perdute, Francesco Guccini

Attaccati a un chiodo, un numero consistente di fogliettini rettangolari. Li sfogliai. Erano del quotidiano “L’Unità”. In uno di essi potei leggere con grande diletto “L’ode al trattore”, di un misterioso poeta russo allora sovietico. Le vie della poesia sono, a volte, imprevedibili.

Torna Guccini in veste di scrittore.
Uno scrittore arguto ed ironico, divertente e poetico allo stesso tempo.
Non sono una fan del Guccini cantante nè sapevo avesse già scritto un primo dizionario delle cose di un tempo, ma devo dire che mi sono divertita parecchio con questa sua ultima fatica.

L’autore divide il libro in brevi capitoli, per rendere la consultazione ancora più semplice da parte del lettore.
Ogni capitolo è dedicato ad un oggetto o ad un modo di fare che ormai non esiste più e che, se ancora sopravvive in qualche remota località sperduta, ha i giorni contati.
Si parte dall’incubo dei vestiti rivoltati per arrivare alle mitiche cabine telefoniche, ai gettoni, all’autoradio estraibile e alle tremende e pacchiane letterine di Natale da mettere sotto il piatto del papà.
Un viaggio sull’onda dei ricordi dove la poesia di ciò che non c’è più è unita ad una sana ironia, chè spesso le cose di una volta erano anche brutte e scomode da morire.

Una lettura divertente, ho riso a più riprese, ed anche istruttiva per chi in quegli anni ancora non era nato.
Se volete fare un tuffo nel passato con una lettura arguta e leggera prendete questo Dizionario, non ve ne pentirete.
Buon viaggio nei ricordi.

 

Nuovo dizionario delle cose perdute
Francesco Guccini
Mondadori, 2014, p. 148, €. 12,00

Per acquistare:

Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

3 COMMENTS

  1. Io con Guccini ho uno strano rapporto, nel senso che non ne sono un’appassionata-sfegatata, come alcune delle mie amiche, ma amo follemente alcune delle sue canzoni. Adoro anche il suo personaggio: mi piace come sa ‘essere’, mi piace scoprirlo in certe sue apparizioni inaspettate (in quale film è apparso, lo ricordate?), nelle sue ricerche sulla lingua italiana e in quei piccoli episodi poco noti al grande pubblico.
    Le storie di questo libro mi ispirano, lo leggerò di corsa! Grazie Siby! 😉

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