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I film di Zebuk: Il cigno nero

L’unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te stessa. Perditi, Nina.

Il lago dei cigni è il sogno di ogni ballerina classica.
Lo sa bene Nina che attende da sempre di interpretarlo.
Finalmente il coreografo la sceglie: sarà lei ad impersonare il doppio ruolo di Odette ed Odile nel nuovo balletto che aprirà la stagione del New York City Ballet.
Nina è perfetta per il ruolo di Odette, candida ed innocente, piena di grazia e purezza come la giovane regina prigioniera del terribile incantesimo del mago Rothbart.
Meno immediato per la ragazza è interpretare la seduttrice Odile, il cigno nero, la figlia del mago che con l’inganno e la spudorata sensualità ruberà il cuore del principe Sigfried.
In un crescendo di suspense Nina arriverà alla serata della prima trascinando il pubblico in un’interpretazione perfetta dove si annulla il divario tra interprete e personaggio.

Il cigno nero è un film del 2010, diretto da Michael Aranofsky, a metà strada tra il thriller, l’horror e il genere drammatico e per cui Natalie Portman ha vinto l’Oscar come miglior attrice.

La sensazione che più di tutte affiora nello spettatore è la claustrofobia e l’angoscia.
Nina è una donna adulta intrappolata nelle consuetudini e nelle abitudini di un’adolescente.
Vive con la madre che controlla ogni piccola cosa: le prepara la colazione, la spinge a migliorarsi a teatro per essere sempre perfetta, si preoccupa di dove sia anche quando è in casa, le taglia le unghie e si accerta che ogni cosa sia a posto. In poche parola la tiene sotto stretta sorveglianza, arrivando addirittura a dormire sulla poltrona di fianco al letto della ragazza per assicurarsi che stia bene.
Nina ha sempre vissuto così, chiusa in un bozzolo e in una cameretta da dodicenne, in una casa dove le porte non hanno chiavi e dove per cercare un minimo di privacy bisogna bloccarle con sedie e sgabelli.
Una vita a cui Nina inizia a ribellarsi.
Perché per capire ed interpretare il cigno nero deve smetterla di essere la bambina perfetta.
Deve osare, deve scardinare tutto ciò che è sempre stata la sua vita e perdersi nei labirinti dell’anima e scoprire cosa si cela al di sotto di quella perfezione glaciale per lei così importante.

La perfezione non è solo un problema di controllo, è necessario metterci il cuore. Sorprendi te stessa e sorprenderai chi ti guarda.

Il cigno nero è la storia del viaggio di Nina dentro se stessa, un viaggio tremendo e a tratti pauroso dove la ragione e la logica cedono il passo all’istinto e alle allucinazioni; un viaggio che Nina pagherà a caro prezzo.
Un film che tiene lo spettatore col fiato sospeso fino al terribile finale.
La magia e la fatica del balletto e le insondabili pieghe dell’animo e della psiche umana: questi gli ingredienti del film di Aranofsky.
Buona visione.

Foto: gingergeneration.it

Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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