
Ciao Martina, ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a me e ai lettori di Zebuk.
1) Chi è Martina Fuga?
Non lo so bene nemmeno io… Inseguo me stessa da una vita, ma in genere mi descrivo come mamma di 3, moglie di Paolo, art consultant, runner, veneziana.
Ho una formazione da nipponista, e ho lavorato per anni nel mondo delle mostre d’arte. Ha organizzato mostre in una società di produzione (Arthemisia) fino al 2010, poi ho continuato nel settore come libera professionista. Oggi sono consulente per una società di produzione che realizza documentari d’arte che vanno in onda su SkyArte e ho una società insieme a Lidia che si chiama Artkids, una storia di mamme, di figli, di una grande passione per l’arte e del desiderio di condividerla.
Sono attiva nel mondo associativo legato alla sindrome di Down come Presidente di Pianeta Down Onlus, Consigliere di Coordown Onlus, e Consigliere di Agpd onlus.
Faccio troppe cose lo so, ma non è il momento giusto per fermarsi.
2) Com’è cambiata la tua vita dopo la nascita di Emma?
I figli ti cambiano. Tutti. Ognuno a modo suo. La forza dirompente della loro identità scombina tutto: certezze, aspettative, scelte… In più l’amore per un figlio destabilizza e’ talmente potente e disarmante che ci confonde ancora di più di quando ci innamoriamo. Che in genere è già abbastanza dirompente 😉
Con Emma tutto questo è elevato alla massima potenza, perché non me lo aspettavo e perché la disabilità e’ una sorta di megafono della vita. Lo sguardo sul mondo e il senso della vita hanno assunto nuova forma e nuova linfa, e’ come se Emma nascendo mi avesse messo in mano una lente di ingrandimento… e ora vedo tutto diversamente!
3) Com’è il rapporto tra te ed Emma?
Fondamentalmente quello di mamma e figlia. Ora. All’inizio e’ stato difficile, volevo fare la terapista, la maestra, il medico… Hai bisogno di fare tutto tu e controllare tutto, come se nessuno lo potesse fare abbastanza bene 😉
Ma poi ho imparato da mio marito, invidiavo il suo rapporto con Emma, e guardando a lui mi sono riappropriata del mio ruolo di mamma.
4) Lo zaino di Emma è un titolo che trovo perfetto per questo libro che ho divorato, vuoi raccontare qualcosa di più ai nostri lettori sulla scelta di questo titolo e sul perché lo hai scritto?
Non ho scelto di scrivere questo libro, non avevo un manoscritto nel cassetto da presentare ad una serie di editori. La verità è questa. Io scrivevo per me, per districare la matassa interiore, una sorta di esercizio spirituale per domare le mie emozioni e riordinare i pensieri, un po’ come faccio con la corsa. Tenevo un blog ma solo per far ordine in questi scritti, non lo ha mai visitato nessuno, non lo promuovevo non ho mai detto a nessuno che c’era. Poi però ho usato quel luogo per un’iniziativa legata alla Giornata Mondiale della sindrome di Down nel marzo dello scorso anno e in un anno ha avuto 100000 visite. Non so se sono tante o poche, non me ne intendo molto, ma quello che è successo è che l’editore lo ha letto e ha avuto l’idea del libro.
Ero molto indecisa se accettare o meno la proposta, potevo farlo, sapevo farlo solo parlando di me e della mia famiglia, mettendo nero su bianco le mie “budella”, passami il termine. Poi ho pensato a quanto mi servì leggere dopo la nascita di Emma, quanto le storie di altri mi hanno dato prospettiva, fiducia, coraggio e così ho deciso di provarci.
In pochi mesi era scritto e il capitolo dello zaino di Emma è quello a cui sono più legata, quello che dice tutto del mio punto di vista, quella è la metafora che uso con i miei figli, con i bambini in genere, con Emma… e così è diventato il titolo del libro.
5) Domanda d’obbligo per ZeBuk che libri hai sul comodino e quali ti sono rimasti nel cuore?
Sul comodino tengo sempre un gruppetto di libri a cui sono legata, quelli a cui ti rivolgi spesso per ritrovare una frase, un pensiero, quelli che ti hanno letto dentro… C’è sempre il “Diario” di Etty Hillesum, “L’arte di correre” di Murakami Haruki (a turno uno dei suoi libri c’è sempre!) e “Zigulì” di Massimiliano Verga. Invece tra quelli da leggere c’è “La tentazione di essere felici” di Lorenzo Marone, “Il magico potere del riordino” di Marie Kondo e il mio inseparabile kindle con dentro l’infinito!
Vi segnalo:
www.artkids.it
www.imprevisti.wordpress.com
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