Tararì tararera… sesa terù di Piripù: Piripù Pà, Piripù Mà, Piripù So, Piripù Bé e Piripù Bibi.
Entrate con noi nel mondo dei Piripù, fatelo in punta di piedi e ascoltate. Ascoltate quello che si dice, si racconta, si inventa, si immagina.
Sì, perché un libro come questo è fatto soprattutto di immaginazione e fantasia. Di quella fantasia che i bambini sanno far giravoltare e capriolare e rotolare e far volare alta in cielo, di quella immaginazione e di quella fantasia che anche noi grandi abbiamo ancora, nella maggior parte dei casi: solo che le abbiamo un po’ scordate, spezzettate lungo la strada del nostro cammino. Ma siamo sempre in tempo: prendiamo questo libro, sediamoci sul tappeto insieme ai nostri bimbi o saliamo con loro sul letto a castello, e leggiamo la storia di Piripù!
Non occorre conoscere la lingua, sarà Piripù Bibi – il nostro Piripù Bibi – ad accompagnarci lungo la strada…

* io l’ho fatto! e il mio piccolo Piripù Bibi, accoccolato tra le mie braccia, ha ascoltato ed è intervenuto mille volte durante la lettura, a correggermi la voce, il tono, le parole… 🙂
Nel 2010 Tararì tararera ha vinto il Premio Andersen con questa motivazione:
Per essere quanto mai coinvolgente e godibile, di assoluta originalità.
Per essere un libro semplice e lineare frutto di un attento e colto progetto linguistico e grafico.
Per regalarci un implicito invito a far sì che piccoli lettori e adulti possano incontrarsi e stare felicemente insieme.
[image credits: Emanuela Bussolati, Morguefile.com]
Tararì tararera
Emanuela Bussolati
Carthusia (collana La biblioteca di Piripù), 2009, pag. 36, € 12,67
ISBN-13: 978-8895443263
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