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LEGGO ANCH’IO: Demone Bianco, Giacomo Cutrera

Ho odiato i miei docenti per il loro menefreghismo e la superbia che li spingeva a non ascoltarmi, ma oggi so che non è in loro l’origine del male che ha distrutto la mia vita. L’ignoranza ha forgiato quegli anni terribili, dall’ignoranza dei miei professori sono nate quelle frasi assurde che mi sono state affibbiate e, purtroppo, quell’ignoranza esiste ancora.”

“Demone Bianco” è la storia di Giacomo, un ragazzo dislessico che vive, come moltissimi altri bambini e ragazzi, il problema del confronto e dello scontro con la scuola e con le difficoltà nello studio.

E’ una storia semplice e vera, che da speranza a chi inizia ora questo lungo percorso che dura una vita.

Il racconto è scritto in un formato abbastanza grande tipo corpo 16, quindi caratteri facilmente leggibili anche per i dislessici.

Ora Giacomo Cutrera è un adulto, laureato e fondatore del “Gruppo Giovani” e di altre iniziative simili per aiutare i ragazzi DSA.

Questo è un libro speciale perché nasce dalla voglia di comunicare, ma attraverso un mezzo difficile per l’autore, la scrittura e come dice Giacomo non è un romanzo ma una “testimonianza”.

Giacomo scopre di essere DSA quando è già alle superiori, racconta tutte le difficoltà che ha dovuto subire soprattutto alle scuole medie, i rapporti con i suoi genitori, con gli insegnanti, con i compagni.

E poi parla di giustizia, di paura e di rispetto. Ci racconta la sua storia, i suoi sentimenti, ci fa riflettere, perché lui capisce che c’è un problema ma non sa ancora come affrontarlo, ma non si arrende e continua a studiare nonostante tutto.

 

Ho avuto modo di fare qualche domanda a Giacomo:

1)  Dopo tutto quello che ha passato, dopo la rivincita su quel problema che sembrava insormontabile, chi è oggi Giacomo Cutrera? Giacomo é un ragazzo dislessico che fa ancora fatica a leggere, oltre a questo é un ingenere, scrittore e vicepresidente nazionale dell’Associazione Italiana Dislessia.  Il mio nome è diventato un simbolo della lotta per i diritti dei ragazzi dislessici. Un combattimento fatto di informazione che si scontra con la disinformazione e di racconti che possono aiutare a capire.  Al di là del simbolo sono un uomo che cerca di cambiare il mondo di quel poco che mi é concesso. Per farlo giro l’Italia, parlo di dislessia e cerco di aiutare chi mi ascolta a capire.  Sono orgoglioso di quello che vedo germogliare e di quel lento cambiamento che continuo a spronare. Sono una persona felice in sostanza perché mi é stata affidato il compito di combattere una grande battaglia, ma mi sono state donate tutte le armi necessarie per affrontarla.

2)    Ho scoperto che mio figlio minore era disgrafico e disortografico solo a metà della prima media. Tu lo hai scoperto alle superiori. Può la scuola italiana non essere ancora in grado di capire le reali difficoltà in cui si può trovare un bambino/a? Lo trovo davvero preoccupante, cosa ne pensi?

La scuola è lo specchio di una intera società se non impariamo la differenza fra il sapere e il mero nozionismo, se non capiamo che é meglio fare un esercizio per capire rispetto a cento esercizi per imparare a memoria e ancora se non ci é chiaro che valutare un alunno é una cosa che più profonda e complessa di un quiz, be allora non siamo pronti.
Una società che non é pronta insegna cose sbagliate e perde occasioni importanti.
Pensate a quanti personaggi anche geniali sono stati definiti a scuola come buoni a nulla per poi sbalordire il mondo una volta usciti. Il loro successo é lo specchio di un grave fallimento di chi poteva essere un buon maestro ed invece è stato solo un cattivo esaminatore.

3)    Ci sono dei segnali, secondo te, dei campanelli d’allarme, che avvertano genitori e docenti della possibilità che un bambino sia DSA?

Io non sono un esperto di dislessia. Tutto quello che faccio é portare una testimonianza personale.
Per rispondere vi invito a cercare questa e altre informazioni in merito all’individuazione sul sito dell’associazione italiana Dislessia.

4)    Trovo ammirevole che tu vada per le scuole o ad incontri organizzati da AID per parlare con i ragazzi. Io ti ho visto e sentito ad uno di questi e mi spiace tanto di non aver portato mio figlio con me, ma spero di avere altre occasioni per farlo. Cosa vuoi dire a quel ragazzino/a che fatica così tanto, tutti i giorni, nello studio?

Quello che mi atterrava era pensare che ogni giorno della mia vita sarebbe stato così.
Quello che posso dire é che per fortuna mi sbagliavo.
Le cose cambiano perché il mondo intorno a te cambia.
E ogni giorni si diventa più forti e capaci di ascoltate ibridi maestri e combattere l’ignoranza.

5)    Raccontaci perché hai deciso di scrivere questo libro, tenendo conto che per te non sarà stato per niente facile.

Ci sono cose che vorresti dimenticare e cose che non devono essere dimenticate purtroppo o per fortuna quello che ho raccontato contiene tutte e due le cose. Il libro serve per andare avanti, perdonare, senza però dimenticare la voce di quel ragazzo che ha scritto il libro e che posso riascoltare attraverso esso. La dislessia non mi ha ostacolato nello scrivere il libro, l’unico ostacolo é stato dover rivivere tutto per poterlo raccontare. Sono felice di averlo fatto perché ha generato molto.

6) Domanda d’obbligo per ZeBuk, quali libri hai sul comodino? Quale il libro che ti è rimasto nel cuore?

I miei libri non si possono posare su un comodino, sono entrati dalle mie orecchie e rimangono nel mio cuore.  Ultimamente sto leggendo etica della solidarietà e del lavoro un libro di un filosofo polacco che mi aiuta a dare il giusto valore al mio lavorare. Il libro che mi è rimasto nel cuore é il signore degli anelli per quella straordinaria capacità di descrivere la realtà attraverso la fantasia.

Demone bianco
Giacomo Cutrera
2008, p. 147

Il libro è scaricabile dal sito di Giacomo Cutrera Demone Bianco
Al link qui sotto si può scaricare gratuitamente:

http://www.lulu.com/content/1483087

 

Photo credits: pl.wallpapersma.com

1 COMMENT

  1. Grazie Angela, grazie Giacomo!
    Nei giorni scorsi ho seguito una serata dell’AID e ho scoperto e capito tante cose che nemmeno immaginavo. E ho sofferto anch’io immedesimandomi in questi ragazzi.
    Hai detto davvero una cosa importante, Giacomo: “Sono una persona felice in sostanza perché mi é stata affidato il compito di combattere una grande battaglia, ma mi sono state donate tutte le armi necessarie per affrontarla.”

    Speriamo che queste armi riescano a essere conquistate da tutti! Diamoci da fare perché questo accada!

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