
“Martino entra in questura per mettere la parola fine all’intera vicenda.
Si sente pronto. Ha bevuto tre caffè nelle ultime ore ed è carico al punto giusto, forse anche troppo. In ogni modo sa quello che deve fare ma, soprattutto, sa quello che deve dire. E’ la sua resa dei conti. E’ il suo momento.”
Nel 2014 a Bologna, la mostra “Il mito della Golden Age” espone il dipinto di Vermeer “La ragazza con l’orecchino di perla”.
Martino, meccanico spiantato dedito ai furti di cerchioni, una sera di maggio riesce a intrufolarsi a Palazzo Fava, dove è esposto il quadro e a rubarlo.
Martino non si rende conto dell’importanza di quel quadro e delle conseguenze di quel gesto, e coinvolge l’amico Alvise, commesso in una ferramenta, che invece è molto più sveglio e comprende l’importanza di questo furto.
Il meccanico si affeziona subito al quadro e ci rivede la sua amata, non vuole perciò separarsene.
Inizia così la storia di un furto dove non si può non nutrire simpatia per i ladri, che in fondo sono dei buoni e tifare per loro, in quanto sono proprio ingenui.
Il commissario Petrella disperato decide di chiedere aiuto a un detenuto, Beppe il Barese, per riuscire a ritrovare la preziosissima tela.
Un finale inaspettato, un libro che si legge volentieri in poche sere.
Buona lettura.
Un giorno come un altro
Filippo Venturi
Pendragon Editore, 2015, p. 160, € 14,00
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Photo : settemuse.it