
Mia madre iniziò a perdere la memoria in un giorno qualunque.
Ma quanto sono belli i libri degli scrittori sudamericani?
Quanta importanza ha raccontare attraverso il sogno, i ricordi,le piccole impronte lasciate nel passato, un passato doloroso, mantenendo però una soavità tale da mascherare il tutto sotto il velo della favola?
Sara Bertrand in questo piccolo capolavoro mette in mostra tutte queste doti regalando ai lettori la storia della dittatura cilena attraverso gli occhi dei bambini.
La recensione di Album di famiglia, Sara Bertrand
Elena è cilena.
Vive in in un quartiere lontano dal centro con la sua famiglia numerosa piena di cugini e zie.
Un nucleo allegro e ben amalgamato.
La dittatura in patria arriva ma i bambini non ne capiscono subito la gravità.
La loro vita cambia ma per rendersi invisibili ed imperturbabili basta ricordare le nozioni di karate e si diventa innocui.
E poi ci sono i sussurri dei grandi, la paura della nonna, lo zio ammutolito e quello che si nasconde in una casa sperduta sul mare.
Gli anni passano e crescendo ci si rende conto che vivere oppressi non è vivere e si prende coscienza di tutto e ci si ribella.
La mia opinione su Album di famiglia, Sara Bertrand
Album di famiglia è davvero un libro adorabile.
Si legge velocemente perché lo stile è molto scorrevole.
Elena è la voce narrante che da adulta ricostruisce la storia della sua famiglia e la sua strana infanzia stretta tra i giochi dei bambini e l’angoscia dei tempi.
Un libro che consiglio a tutti.
Buona lettura.
Grazie, bellissima recensione.