Oggi non posso venire a prenderti al doposcuola, Else-Marie, devo lavorare fino a tardi. Verranno i papà.
La recensione di Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, Pija Lindenbaum
Else-Marie ha sette piccoli papà, non uno solo come i suoi compagni di classe. E il fatto che oggi, per la prima volta, verranno a prenderla a scuola, la fa andare nel panico:
Tutti gli altri bambini hanno UN papà. Uno GRANDE.
Cosa succederà? Cosa diranno e penseranno i suoi compagni? Una situazione particolare la sua, ma alla fine non così tanto singolare, al giorno d’oggi…
Pija Lindenbaum affronta il problema col sorriso. E sa far salire la preoccupazione al limite ultimo, per poi farla sparire come fosse una bolla di sapone: l’ansia di Else-Marie è altissima, tanto che in classe non riesce a combinare nulla di buono, ha mille preoccupazioni per quello che accadrà all’arrivo dei papà, disegna salsicce con le gambe, non riesce nemmeno a scrivere… poi arrivano i papà e… svanisce ogni ansia, scompaiono le preoccupazioni, arrivano i sorrisi e la assoluta normalità del tutto.
I papà di mattina sono più stanchi di me, sono scontrosi e non riescono a tenere gli occhi aperti, ma dopo la prima tazza di tè si riprendono e allora parliamo del più e del meno.
La mia opinione su Else-Marie e i suoi sette piccoli papà, Pija Lindenbaum
In effetti nella prima parte del libro l’assurdo di questa situazione non si avverte per nulla: la vita quotidiana di Else-Marie, della mamma e dei suoi sette piccoli papà è quella di molte delle famiglie che conosciamo. Se non fosse – più delle altre – per l’immagine della mamma che li saluta tutti, uno a uno, quando escono di casa dieci minuti prima delle otto ogni lunedì mattina, non mi sarei resa quasi conto dell’inverosimile…

Else-Marie e i suoi sette piccoli papà
Pija Lindenbaum
Il Barbagianni, 2018, p. 32, €. 16,50
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