
Il sindaco impiegò una ventina di secondi a decifrare il messaggio: “No alla falsificazione della storia, sì al risarcimento delle vittime”. Non aveva la più pallida idea di cosa significasse. Aspettò la fine del brano, e prima che i bambini potessero lanciarsi in una terza esecuzione, abbassò il telo che celava il nome della stazione della S-Bahn. Tra gli applausi degli abitanti esclamò: “Benvenuti a Weberhöhe!”
La recensione di Non c’è pace per Kühn di Jan Weiler
L’ispettore Kühn vive nel quartiere di Weberhöhe costruito dopo la seconda guerra mondiale sulle rovine di una fabbrica di munizioni. La vita dell’uomo è scandita dal lavoro e dalle piccole preoccupazioni di ogni giorno: il figlio adolescente con cui non riesce a parlare, la piccola di casa che ha chiesto un pony come regalo di compleanno, il mutuo, i debiti, la macchina che non c’è e i mille pensieri che non lo lasciano dormire. Anche sua moglie si è accorta che è spesso assente, che pensa ad altro, ma Kühn non sa spiegare perché da un po’ di tempo la testa sembra andare per conto suo inondandolo di ricordi.
Nel giro di due giorni due gravi fatti avvengono proprio a Weberhöhe: la scomparsa di una bambina e il ritrovamento di un cadavere. Per Kühn l’indagine sarà complicata dall’odio razziale che serpeggia da tempo nel quartiere verso gli immigrati e dal fatto di dover indagare sulle persone che da anni saluta ogni giorno.
La mia opinione su Non c’è pace per Kühn di Jan Weiler
Primo di una trilogia, Non c’è pace per Kühn è un romanzo bello e diverso dai soliti gialli. Infatti il colpevole è chiaramente identificabile nel corso della lettura perché in effetti ciò che preme all’autore è spingere il lettore a chiedersi il perché del gesto. Ed esattamente come Kühn anche noi leggendo ci poniamo i suoi stessi interrogativi fino ad arrivare a trovare il bandolo della matassa.
Il libro è stato definito un romanzo sociale e infatti grande spazio è dato alla storia del quartiere, agli strascichi del nazismo, ai movimenti xenofobi, al degrado dei sobborghi e ai problemi quotidiani che affronta un impiegato statale con famiglia che deve far quadrare i conti.
La scrittura di Jan Weiler è perfetta nel raccontare l’animo travagliato di Kühn, la sua lotta quotidiana per essere un buon padre e un buon poliziotto e i sensi di colpa che si trascina dietro da anni.
Un romanzo che mi ha colpito e che consiglio a chi cerca un giallo diverso dal solito.
Buona lettura.
Non c’è pace per Kühn
Jan Weiler
Keller, 2023, p. 320, €. 18,50