
Il villaggio perduto è una docuserie su Silvertjärn, l’unica città fantasma svedese. L’intenzione è di produrre un documentario in sei episodi che verrà accompagnato da un blog sul lavoro di produzione e su quello che scopriremo in corso d’opera. Silvertjärn è un villaggio operaio del Norrland centrale, che è rimasto praticamente inalterato dal 1959, quando tutta la popolazione residente – quasi novecento persone – scomparve in circostanze oscure.
La recensione di Il villaggio perduto di Camilla Sten
Nel 1959 dal villaggio di Silvertjärn in Svezia scompaiono i quasi novecento abitanti. Volatilizzati. Le ricerche della polizia non trovano nessuna traccia, le persone sembrano svanite nel nulla. Sono rimasti solo una donna barbaramente uccisa e una neonata.
Nel corso degli anni nessuno si è più interessato a Silvertjärn e anche in rete le notizie che si trovano sono scarse e frammentarie.
Alice Lindsted è la nipote di una donna cresciuta nel villaggio e trasferitasi prima delle sparizioni. La ragazza dopo una laurea in cinematografia ha deciso di girare una docuserie per raccontare i fatti misteriosi avvenuti nel 1959. È riuscita anche a ottenere un piccolo finanziamento che copre cinque giorni di sopralluogo nel villaggio.
Arriva a Silvertjärn con quattro amici che la aiuteranno. Viaggiano a bordo di due furgoni e un’auto e si accampano nella piazza del paese. L’aria che si respira è straniante. Camminare avvolti nel silenzio tra le case diroccate e cercare le tracce di un passato recente cancellato inspiegabilmente fa uno strano effetto sui ragazzi. Il paese anche se disabitato e immobile da decenni sembra stranamente vivo ed è facile essere suggestionati. Molti infatti sostengono che il paese sia maledetto o infestato dai fantasmi e anche Alice e i suoi amici iniziano a notare strane cose che non sempre possono essere spiegate.
La mia opinione su Il villaggio perduto di Camilla Sten
Camilla Sten ha scritto uno dei thriller di cui si è parlato di più negli ultimi mesi e devo dire che Il villaggio perduto mantiene le promesse di una lettura ricca di suspense.
Fin dall’inizio sappiamo che qualcosa di oscuro si cela dietro al mistero di Silvertjärn ed è un piacere seguire i giovani cineasti nelle esplorazioni. I due livelli narrativi – il presente e ciò che accadde nel 1959 – sono ben costruiti e per il lettore è facile farsi trasportare dal racconto.
Il romanzo è un po’ prevedibile? Certo ma questa prevedibilità sta soltanto nella scelta di un finale che già molte volte è stato usato sia in letteratura che nel cinema. Questo non toglie nulla alla costruzione della trama.
Camilla Sten è molto brava a creare un’ atmosfera cupa e una tensione crescente tra i vari personaggi unendo temi caratteristici del genere come malattia mentale, abuso, estremismo e riuscendo benissimo a ricreare quel brivido che attraversa chiunque si trovi a vagare per le strade di una città disabitata.
Nel complesso Il villaggio perduto è un romanzo che si legge tutto d’un fiato e che sarebbe perfetto da trasporre sullo schermo.
Buona lettura.
Il villaggio perduto
Camilla Sten
Fazi, 2024, p. 360, €. 19,50