Alzati, poltrona, porta l’acqua e cucina qualcosa di buono per tuo fratello, che è là nella stia e deve ingrassare. Quando è grasso voglio mangiarmelo.
Gretel si mise a piangere amaramente, ma fu tutto inutile, dovette fare quel che voleva la cattiva strega. Ora al povero Hansel cucinavano i cibi più squisiti, ma Gretel non riceveva che gusci di granchio.
La recensione di Il ricettario dei fratelli Grimm, Robert Tueslay Anderson
Sono particolarmente interessata all’umanità, agli usi e ai costumi, e tutto ciò che è legato al cibo mi stuzzica in modo particolare.
Quello di cui sto per parlarvi è un ricettario che raccoglie una vasta gamma di ricette “che catturano la magia del loro mondo fiabesco, ripensate per i giorni nostri”.
Un libro favoloso, con interessanti saggi di approfondimento storico e umanistico sul cibo e sul suo simbolismo rappresentato nelle fiabe dei fratelli Grimm: un punto di vista nuovo e inatteso sulle storie più classiche.
La presentazione del libro domanda al lettore se si sia mai chiesto “che sapore avesse il contenuto del cestino che Cappuccetto Rosso stava portando alla nonna prima di essere divorata dal lupo? Oppure la casetta della strega di Hänsel e Gretel? O ancora la mela di Biancaneve (senza veleno, ovviamente)?”
Il ricettario dei fratelli Grimm, di Robert Tueslay Anderson, si propone di rispondere alle domande di chiunque abbia avuto quei dubbi, ripercorrendo le fiabe dei famosissimi fratelli Grimm, da quelle più note a quelle più oscure e macabre, e reinterpretando le materie prime per trasformarle in ricette da fiaba.

E quand’egli entrò nel castello, le mosche dormivano sulla parete, in cucina il cuoco aveva ancora la mano protesa, quasi a ghermire lo sguattero, e la serva era seduta davanti al pollo nero, che doveva spennare.
La mia opinione su Il ricettario dei fratelli Grimm, Robert Tueslay Anderson
Quello che ho con il cibo – meglio: con il racconto del cibo, con le ricette – è un vero e proprio rapporto di passione. Per il modo di raccontarle che hanno alcuni, per l’atmosfera che si crea quando si ascolta il racconto di una pietanza dalle mani e dalle parole di chi la cucina.
Il ricettario dei fratelli Grimm, di Robert Tueslay Anderson, prende ispirazione dalle favole e dalle tradizioni popolari per immergerci nella storia dell’umanità nell’epoca in cui è ambientato il racconto. Sono continui i riferimenti agli usi e costumi, alle credenze e agli eventi storici documentati, dalle carestie alle epidemie; in ognuno dei capitoli in cui è suddiviso il libro (i formaggi, le uova, pane e burro, cavolo, frittelle e altre bontà…) vengono considerate le varie materie prime e presentate le ricette ispirate alle varie fiabe, da Raperonzolo a Hansel e Gretel, a Tremotino: vi si può cercare la ricetta del Curry di fegato della regina cattiva, la Torta dell’anello d’oro, l’insalata della mamma di Raperonzolo…
Ecco, se devo raccontarvi come mi sono sentita sfogliando le pagine di questo ricettario, vi dirò che è stato come entrare in un mondo di fiaba, come ritrovarsi nelle storie che già conoscevo o scoprirsi in quelle che non avevo mai letto o ascoltato. Rosaspina per esempio, una delle mie preferite da piccola – la Bella Addormentata – era come se la vivessi ancora una volta dopo averla letta e riletta mille volte. Il fatto di poter trasformare quella fantasia in qualcosa di più tangibile – come il Pollo ripieno con burro all’aglio di Rosaspina, per esempio – è stato una sorpresa fantastica e gustosissima! Che proverò a replicare, sicuro.
La mia missione per queste vacanze di Natale: invitare gli amici e divertirci insieme a preparare una cena da favola!
Chi farà come me? Dai, lo so che la tentazione è forte… 😉
Il ricettario dei fratelli Grimm
Robert Tueslay Anderson
Guido Tommasi Editore, 2024, p. 176, €. 28,00