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Feeling factory, Vincenzo Maselli

C’era una volta in una terra lontana
una piccola fabbrica dalla storia assai strana,
grandi macchine e attrezzi singolari
erano testimoni di sospetti natali

La recensione di Feeling Factory, Vincenzo Maselli

Nel bislacco villaggio che si racconta in questa storia c’era una piccola fabbrica che con grandi macchine e attrezzi particolari costruiva Oggetti-Sentimenti, adorati “come un Dio in terra inviato”.
Nel bislacco villaggio però l’intensità di questi Oggetti-Sentimenti dipendeva solo e unicamente dalla quantità di moneta sonante che si aveva a disposizione e che si voleva investire su tale sentimento, e rimaneva costante nel tempo, almeno finché non ci si poteva permettere qualcosa di più. Sempre dal punto di vista economico, s’intende. Ma un giorno un garzone – nel mettere ordine nella fabbrica dei sentimenti – ne ruppe uno. Allora si accorse che…

Chiunque da questo momento
poteva decidere l’intensità del proprio sentimento.
Se un amore si appassiva,
una mano appassionata lo rinvigoriva.

La mia opinione su Feeling Factory, Vincenzo Maselli

A parte il fatto che adoro alla follia questi personaggi plasmati nell’argilla e l’effetto che provocano sulle mie emozioni, vorrei mettere un piccolissimo accento sull’importanza del tema: i sentimenti e il loro “sentirli”, educarli, plasmarli.

Si parla tanto oggi di sentimenti, della loro necessità, del bisogno di coltivarli e mantenerli, ma poi quando siamo di fronte a qualcuno che mette in crisi il nostro rapporto per un troppo spesso “dar per scontato”, cadiamo dal pero e non capiamo i motivi che hanno portato a quella crisi: eppure sappiamo che i sentimenti hanno bisogno di essere coltivati, di essere plasmati e modificati. Che hanno bisogno di essere toccati, accarezzati, coltivati, annaffiati e anche potati e concimati. E che non ne esistono di preconfezionati, senza possibilità di errore e di difetto.

Forse abbiamo bisogno di sentircelo dire una volta di più e questo piccolo racconto con immagini che parlano il linguaggio dell’animazione (“claymation“, per essere precisi. Avete presente i più famosi Wallace & Gromit? O la pecora Shaun? ecco!) lo fa in un modo tenerissimo e delicato. E ci spiega come accade che finalmente qualcuno capì che l’uomo aveva libero arbitrio e poteva modificare i propri sentimenti finché…

Provare emozioni in quel bislacco villaggio
non dipendeva più dalla catena di montaggio.

Feeling Factory
Vincenzo Maselli
Edicolors, 2015, p. 48, €. 11,90

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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