
Cammino da solo nella notte chiara e fresca da più di due ore, quindi è mezzanotte passata, quindi è il 21 giugno e questa magnifica notte è la notte più corta dell’anno. Sotto un cielo pieno di stelle, cammino verso il mio futuro pieno di mistero e di possibilità.
È estate.
La recensione di In nome di Chris di Claudine Desmarteau
Adrien vive con la madre e frequenta la scuola media. La vita non è facile per lui: è perseguitato da un bullo, non riesce più a dormire e anche gli incontri con lo psicologo non servono a molto.
La sua migliore amica, Judith, si è trasferita in un’altra città e per Adrien questo significa aver perso l’unica persona che riusciva a capirlo e a rendergli sopportabile la scuola. I due avevano anche un posto segreto nel bosco dove si incontravano e dove il ragazzo continua ad andare quando non ce la fa più.
Un giorno nel bosco incontra un uomo di nome Chris. È diverso da tutti quelli che ha conosciuto. Sembra avere tutte le risposte, sprona Adrien a cambiare, ad essere forte, sicuro, a non temere gli altri, a imporsi con la forza e anche con la violenza. A contatto con Chris il ragazzo diventa un altro. I voti peggiorano, non parla quasi più con la madre e reagisce ai soprusi del bullo con estrema violenza. Ma chi è Chris e soprattutto sarà davvero un buon amico come si ostina a ripetere Adrien?
Agli occhi del lettore adulto Chris appare subito come un elemento disturbante ed inquietante ma per il giovane Adrien è un eroe che lo traghetta verso verità che tutti gli altri gli hanno sempre taciuto. Chris sa tutto, conosce tutte le risposte e solo molto dopo, in un finale crescente di tensione e paura, Adrien si renderà conto di chi è davvero Chris.
La mia opinione su In nome di Chris di Claudine Desmarteau
In nome di Chris è un romanzo intenso e duro, una storia forte che trascina il lettore nella mente e nei sentimenti di un adolescente che non ha più punti di riferimento e si sente angosciato e soffocato dalla vita che conduce. La madre troppo presente che fino a poco prima era una figura rassicurante diventa un’adulta ingombrante e sciatta che lo soffoca di attenzioni non richieste, il padre assente è un tabù a cui non bisogna mai pensare, il bullo che l’ha preso di mira va affrontato da solo perché per Adrien tutti gli altri adulti – professori o preside – sono complici del silenzio e quindi inutili. In questo quadro di punti di riferimento persi e prime domande sulla vita, la figura di Chris non fa fatica ad emergere e a diventare preponderante.
Il romanzo di Claudine Desmarteau è un pugno nello stomaco e anche il modo scelto per raccontare – narrazione classica più brevissimi capitoli dove la voce di Chris fa da guida e commento – rendono la lettura quasi ipnotica. È una storia cattiva, e vedere come le parole di Chris plasmano facilmente la mente di Adrien è fastidioso e doloroso. È un libro forte che racconta, pur estremizzandola, l’adolescenza e tutto ciò che ne consegue.
Il percorso inevitabile di distacco dal nido, il cercare nuovi valori e punti di riferimento, le liti, i silenzi, ignorare i consigli dati dalla famiglia, rappresentano i passi che Adrien deve compiere per trovare sé stesso e scoprire davvero chi è. Da bambino tranquillo e taciturno Adrien diventerà un ragazzo, scoprirà i suoi lati più oscuri e nascosti ma troverà anche la forza di vedere finalmente il mondo con i suoi occhi senza condizionamenti esterni e dirà addio per sempre all’infanzia.
Buona lettura.
In nome di Chris
Claudine Desmarteau
Terre di Mezzo, 2025, p. 328, €. 16,00