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La ragazza da odiare, Lee Kkoch-Nim

A essere onesti, non credo esista qualcuno nella nostra scuola che non sappia che sia Park Seo-eun. Io la conoscevo poco, ma non sono mica sorda, come avrei potuto non sentire le storie che circolavano su di lei? E che storie! Roba grossa, ogni giorno ce n’era una nuova.

La recensione di La ragazza da odiare, Lee Kkoch-Nim

Park Seo-eun muore a scuola, uccisa in fondo al giardino, un luogo non troppo isolato ma poco frequentato. Muore dietro l’edificio dove si trovano le classi. Nessuno ha visto nulla. Ji Ju-yeon, amica del cuore della ragazza uccisa, è in stato di fermo perché le sue impronte sono riconducibili al delitto. È la colpevole perfetta a causa del rapporto conflittuale ma allo stesso tempo simbiotico con Seo-eun. Tutti subito la additano come colpevole.

Di lei sappiamo tutto e niente, come della vittima del resto, e le voci che si rincorrono non fanno che riportare pettegolezzi. Ma la verità dove sta? Chi sa davvero cosa è successo? Possibile che Ji Ju-yeon, così legata a Park Seo-eun, l’abbia uccisa?

La mia opinione su La ragazza da odiare, Lee Kkoch-Nim

La ragazza da odiare è un giallo perfetto che fino all’ultimo lascia il lettore nel dubbio. In ogni capitolo una voce diversa racconta la sua versione dei fatti. Compagne di classe, studenti di altre sezioni, famiglie, avvocati, profiler, la ragazza sospettata, tutti dicono la loro fino all’ultima voce, quella che finalmente racconterà la verità con una sconvolgente noncuranza che turba non poco il lettore.

Lee KKoch-Nim scrive una storia che si svela lentamente costruendo sapientemente la relazione tra le due protagoniste e raccontando la nascita, l’evoluzione e la fine di un’amicizia criticata da molti. È una storia che dimostra come le chiacchiere non facciano che alimentare il pettegolezzo crescendo a dismisura mentre passano di bocca in bocca e demolendo intanto la reputazione e la vita delle persone.

È un libro che riporta agli anni delle superiori, a tutte quelle chiacchiere sussurrate nei corridoi, nei bagni, in gita, che raccontavano cose, spesso inventate di sana pianta, ma che diventavano verità intoccabili per tutto il corso di studi rimanendo incollate addosso. Soprannomi, relazioni, liti, tutti sapevano tutto pur non conoscendo gli interessati.

La ragazza da odiare è proprio questo: il ferire attraverso le parole con noncuranza perché in fondo, se di una persona si dice qualcosa deve esserci un fondo di verità, lo dice anche il proverbio – vox populi, vox dei-. Sono solo chiacchiere, non possono fare male.

Un libro davvero bello che non solo dà molto su cui riflettere ma che lascia il lettore con una domanda: sono anche io come loro? Racconto ciò che so o ciò che penso di sapere? Soprattutto, di fronte a una situazione simile, sarei in grado di non farmi condizionare da un pregiudizio nato da un pettegolezzo? Io stessa non so se saprei sempre mettermi dalla parte corretta.

Buona lettura.

La ragazza da odiare
Lee Kkoch-Nim
La Nuova Frontiera, 2025, p. 192, €. 16,00

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