
Il cuore degli innamorati è sordo agli avvertimenti. Si rifiuta di vedere, di comprendere, di capire. Si tappa il naso, le orecchie, gli occhi, si chiude alle voci amiche, ai segnali inequivocabili, a quei risvegli improvvisi nel cuore della notte che provano a metterti in guardia.
La recensione di Il profumo del basilico, Costanza DiQuattro
Sicilia, anno 1005. Hassan, giovane mercante arabo, arriva a Palermo. Bloccato dal vento di scirocco che impedisce alla sua nave di salpare per Marsala, il giovane è ospite del palazzo del sovrano Jafar II. Un giorno conosce Elisabetta e se ne innamora all’istante. Anche la ragazza lo ricambia e tra i due nasce un sentimento potente e implacabile.
Elisabetta è una ragazza educata dal padre ad essere indipendente ma quando conosce Hassan il suo mondo si ribalta. Lo ama a tal punto da non poter smettere di pensare a lui. La ragazza però come sa amare profondamente sa anche essere divorata dal demone della gelosia e quando scopre che Hassan le ha mentito ripetutamente non può far altro che vendicarsi nel modo più crudele che conosce.
Sicilia, 2024. Otto e il suo amico Sebastian vivono a Brunico e vogliono andare in vacanza da soli visto che hanno compiuto diciassette anni. Partono quindi per la Sicilia per due settimane.
L’isola li accoglie ricca di colori e di sole ma anche di passione. Sebastian infatti si innamora a prima vista, ricambiato, di Lighea.
Sebastian è un ragazzo timido, ha abbandonato gli studi dopo la morte della madre per aiutare il padre nel lavoro in fattoria e tutto si aspetta dalla Sicilia tranne che di innamorarsi. L’amore con Lighea nasce all’improvviso ma è forte e non teme la distanza che si verrà a creare una volta finita la vacanza.
Il sentimento però rischia di naufragare. Lighea, come Elisabetta, è gelosa, e Sebastian le ha mentito, proprio come Hassan, però il loro amore trova una strada diversa da quella del passato riuscendo, forse, a ricucire lo strappo che si è creato.
La mia opinione su Il profumo del basilico, Costanza DiQuattro
Secondo libro di Costanza DiQuattro che leggo dopo La baronessa di Carini, Il profumo del basilico è una storia che prende l’avvio dalla leggenda delle teste di moro, i caratteristici vasi modellati a forma di viso.
La narrazione si svolge a capitoli alterni tra passato e presente mettendo in parallelo l’amore tra Elisabetta e Hassan e quello tra Sebastian e Lighea.
È una lettura molto piacevole Il profumo del basilico con una copertina strepitosa di Pepe nymi che verrebbe voglia di incorniciare. Le due storie d’amore si assomigliano nella repentinità del sentimento e della passione ma se la narrazione del passato ha il focus solo nei due protagonisti in quella del presente ci sono le voci di Otto, amico di Sebastian, e di Gigi, migliore amica di Lighea, a fare da contraltare e ridimensionare, quando serve, i momenti di crisi.
Grande protagonista è la Sicilia con la Palermo dell’anno 1000 piena di odori, il mare che canta e racconta, i mercati affollati oppure il barocco di Scicli e la spiaggia di Sampieri che fanno da sfondo all’amore tra Seba e Lighea.
Il libro è un bel viaggio in Sicilia ma anche una riflessione sull’amore e sulla gelosia e su come non vi sia rispetto per l’altro senza verità. Un romanzo che potrebbe benissimo essere la base da cui partire per parlare di sentimenti e relazioni in classe e magari, perché no, dedicare una gita ai luoghi dell’amore dei protagonisti.
Buona lettura.
Il profumo del basilico
Costanza DiQuattro
Gallucci, 2025, p. 240, €. 15,00